giovedì 15 settembre 2016

Primo giorno di asilo, l'inserimento e le virtù dei papà

Ho fatto passare 24 ore prima di scrivere e descrivere il primo giorno di asilo di Rosa Maria. Un evento in parte traumatico. Specie per chi, come me, si ritrova all'improvviso a dover fare i conti con una bimba chiassosa e allegra fuori da casa. Un vuoto incredibile. Ma Rosa Maria è contenta. E questo aiuta :-) Grazie ad Alessandra, la sera prima è stato preparato con cura tutto l'occorrente nello zainetto. Io sarei scoppiato in lacrime ad ogni oggetto: dalla borraccina alla merenda... non so perché ma qualsiasi cosa che è legata a Rosa Maria mi commuove. Sarà l'età...
Siamo scesi da casa presto. Abbiamo fatto colazione al bar e poi via di corsa verso la scuola. La nostra piccolina ha un'indole straordinaria. So che ancora è molto piccola. Ma fino ad oggi dà l'impressione di amare le avventure, si incuriosisce parecchio per luoghi e realtà nuove. Difficilmente indietreggia in mezzo alle nostre gambe di fronte a situazioni inedite. E così è bastato metterle il manico dello zainetto tra le mani per vedere quella nanerottola correre verso i cancelli. Con il primo giorno d'asilo comincia anche la fase dell'inserimento, una sorta di affiancamento. In pratica, si sta insieme ai bimbi durante la mattina lasciando loro libertà di azione, sia nell'area gioco che all'interno della classe. I genitori si sistemano ai margini osservando interazioni e reazioni. Si studia a fondo anche la maestra. Noi, sotto questo punto di vista, siamo stati molto fortunati. Poi si passa ad osservare l'ambiente circostante. C'è chi tra i bimbi non vuole lasciare la mamma o il papà e si tiene loro stretto, chi come Rosa Maria preferisce all'inizio conoscere i "bimbi" tenendoci per mano e chi invece corre urlando da una punta all'altra. A poco a poco, tutti i bimbi acquisiscono una piccola autonomia di movimento tra loro e con i giochi. Ma non mancano i colpi di scena. La nostra piccola Rosa Maria ama sperimentare. Ed è così che invece di entrare nel castello di plastica dalla porta, ha fatto il suo ingresso dalla finestra. Un capitombolo che le ha fatto diventare il nasino arrossato. Un esordio niente male. A soccorrerla la mamma. Poi è toccato a me. Ho il compito di placare il suo pianto sussurrandole raccontini alle orecchie o canticchiando alcune canzoncine. Una in particolare, ma ve ne parlerò in seguito. Andiamo, invece, adesso alle peculiarità dell'inserimento e alle capacità che deve sviluppare un papà:

Autocontrollo (non siete Flash)

La pratica dell'affiancamento è un esercizio di virtù. Mettetevelo in testa: serve una buona dose di autocontrollo. Ad un certo punto ti ritrovi smarrito in mezzo ai mille pericoli che possono circondare i bambini e non sai da che parte muoverti prima. Vorresti essere Flash Gordon per soccorrere ogni bimbo che inciampa o che rischia di inciampare. Niente paura: tutto sembra reggersi su un equilibrio invisibile. Potete mettere da parte qualsiasi velleità di "salvatore del mondo" o qualsiasi possibilità di riscoprirvi profeta o chiaroveggente. Il pericolo è sempre un passo più in qua rispetto a quello che avevate immaginato. E non ci potete far nulla. Non fate parte della risicata schiera dei supereroi. Siete papà della migliore specie.



Bontà d'animo

Vi accorgerete che ci sono bambini più irruenti di altri. Non lo fanno per cattiveria (anche se alcuni hanno faccine che sono tutto un programma), ma sembra che abbiano preso di mira esclusivamente la vostra piccola creatura. Impediscono di usare lo scivolo, occupano tutti i tricicli disponibili, si impossessano di colori e costruzioni. E il bello è che vi sembrerà di tornare indietro con gli anni e rivedere il vostro compagno di classe più antipatico, quello che vi ha fatto passare i guai. Siate misericordiosi. E ricordate che vostro figlio saprà sempre reagire nel modo migliore. E se non lo farà per virtù, lo farà per sfinimento. La lotta alla sopravvivenza anche nel gioco è qualcosa di veramente esemplare. Ho bambini fare cose che neanche avrei immaginato. Fingere di essere affascinato da un giocattolo per farselo togliere di mano e raggiungere il suo obiettivo: lo scivolo, fino a quel momento occupato dallo stesso bimbo che poi ha preso possesso del giocattolo. Simulazione...


Siete sempre liberi

Non commettete nessun reato se di tanto in tanto fate fare un giorno di vacanza alla vostra creaturina e ve la spassate insieme a giochicchiare a casa. Non c'è alcun obbligo di frequenza e c'è sempre tempo per i banchi e le aule. Con Alessandra abbiamo deciso che quando potremo staremo insieme a lei. E comunque ogni giorno le chiederemo se è contenta di andare dai "bimbi". Sarà una scelta condivisa con le sue emozioni. So che ci saranno cose necessarie che dovremo fare anche senza il suo diretto consenso (penso ai vaccini, sigh). Ma su questo aspetto, l'asilo, cerchiamo di crescere insieme. Anche perché ne abbiamo bisogno... almeno noi genitori. Anche oggi è stata una giornata impegnativa. Ma andiamo avanti. L'importante è mantenere il sorriso.

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