sabato 29 ottobre 2016

Zichichi, i superconduttori e mia figlia

Il giorno prima della nascita di Rosa Maria ho sentito telefonicamente, per motivi di lavoro, il grande Antonino Zichichi. Un'intervista su una scoperta interessante nell'ambito della superconduttività e di cui al momento non conosco i reali sviluppi. Un dialogo davvero interessante, specialmente per chi, come me, appasionato di determinati argomenti ma con alle spalle solo studi di filosofia, si diverte a voler comprendere l'insondabile.
In quei giorni la frenesia legata al parto era tanta. E quindi non mi trattenevo a lungo né in redazione, né al telefono. Non si sapeva con certezza quando la nostra piccola meraviglia sarebbe nata. Eppure quel dialogo con Zichichi, lui a Ginevra e io a Palermo, lo ricordo ancora con piacere. Mi affascinava il fatto che la nostra piccola Rosa Maria potesse nascere nel giorno di una grande scoperta scientifica o di un evento epocale. Poi, in realtà, mi sono accorto che quando è venuta alla luce, il grande evento di quel giorno è stata proprio la sua nascita. So di sembrare molto mieloso, ma più avanzano i giorni, i mesi e, fra poco potremo dire, anche gli anni, più mi rendo conto di come la paternità cambi in modo rivoluzionario anche la vita di un uomo. Un evento spesso relegato a certe dinamiche e stereotipi femminili, attiva, invece, nei maschietti dei collegamenti che rendono viva la dimensione "famiglia". E' come se la nascita di una nuova vita diventasse il collante di alcune sinapsi, sino a quel momento, inattive tra loro. E per tornare all'intervista fatta a Zichichi, la nascita di Rosa Maria è stato ciò che ha garantito immediatamente la trasmissione di grandi quantitativi di energia senza farmi perdere nulla strada facendo. Un fatto straordinario e rivoluzionario. Almeno per la mia vita. E da allora tante cose sono cambiate. Buon fine settimana.

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