domenica 1 gennaio 2017

Buon anno... e che Natale :-)

Buon anno! Siamo nel 2017. A pensarci mi vengono i brividi. Ricordo ancora quando nell'estate del 1988 pensavo che negli anni Duemila ci sarebbe stata l'invasione degli alieni... 
E a proposito di tempo, vedevo che su Papatumpete latito dal dodici dicembre. Un'assenza di cui mi scuso con chi, e siete tanti (inaspettatamente!), mi segue con affetto. Nel mese che abbiamo appena lasciato alle spalle, ho dedicato molto tempo alla vita reale. E ne è valsa la pena. Quest'anno è stato tutto diverso. Lo scorso anno Rosa Maria era piccina (un anno appena compiuto), ci trovavamo nel bel mezzo di un trasloco e il periodo delle festività natalizie è stato assai impegnativo dal punto di vista lavorativo. Quest'anno le cose sono andate diversamente. Con Alessandra abbiamo costruito l'avvicinamento al Natale cercando di trasmettere alla nostra cucciolotta quanto di bello c'è in questo periodo. Non è mancato il calendario dell'avvento, così come non è mancato il presepe e l'albero. Momenti belli, di vera condivisione.
Se il presepe è stata un'opera realizzata prevalentemente da me durante le mattine quando sia Alessandra che Rosa Maria erano fuori, l'albero è stato invece messo in piedi insieme. La sera del 30 novembre abbiamo preso gli scatoloni e... via! Tutti insieme abbiamo aperto i rami. Il nostro albero è alto due metri (poco di più con la punta) e ci siamo così divisi i settori man mano che montavamo i pezzi. Successivamente io mi sono occupato delle serie luminose, mentre Alessandra delle decorazioni. Rosa Maria aveva il compito di smontare sistematicamente tutto. Insomma, una corsa contro il tempo. Ma alla fine, ci siamo riusciti e abbiamo immortalato il momento cruciale: la sistemazione della punta. Eccoci:


Spente le luci in soggiorno, arriva la magia dell'albero. Una magia fatta di tanti "uau" di ammirazione da parte di chi ci ha fatto faticare tanto. Anche se basta veramente poco per dimenticare tutto e strapazzarla di coccole. 


La vigilia di Natale siamo stati a messa nel pomeriggio. E abbiamo vissuto una celebrazione piuttosto animata tra Didò, palline e schiamazzi vari. Per fortuna il sacerdote è stato più che benevolo. Un po' meno i vicini di banco. Ma siccome nostra figlia è "futtimunnu" - tutta suo papà -, ha continuato indisturbata. Il giorno di Natale pranzo a casa nostra con i parenti. Per Santo Stefano mattinata in libertà a passeggiare per le vie del centro. Il Comune quest'anno ha realizzato un piccolo bosco in piazza Ruggiero Settimo, con tanto di ponticello e laghetto. Grande sorpresa e grandi sorrisi di Rosa Maria. 


Tra i regali che la nostra cucciolotta ha ricevuto c'è stato il tavolino con sedia. Tutto in legno. Una super offerta raccolta al volo. Una piccola rivoluzione per le dinamiche familiari. Specialmente per Rosa Maria che ama tantissimo disegnare. I muri adesso sono salvi (speriamo!). Ma anche la lavorazione del Didò è passata dal divano al tavolo. Un piccolo passo per Rosa Maria, un grande passo soprattutto per mamma.


Altro tassello importante è stato il Capodanno. Un veglione un po' particolare, vissuto in famiglia. Cioè noi tre. Per un piccolo incidente di percorso - una bella indigestione mia - siamo rimasti a casa. Abbiamo comunque preparato tutto. Dalle lenticche al cotechino, passando per lo spumante rigorosamente italiano :-). Tutti e tre siamo riusciti ad arrivare alla mezzanotte svegli, nonostante i programmi televisivi... 


Dopo il brindisi è venuto a trovarci mio fratello, una mezz'ora di chiacchierata e poi tutti a letto. Ed eccomi qua, dopo un'altra giornata con tutta la famiglia al completo, a tirare le somme di questo nostro folle Natale. 

Il mio grazie va a Dio perché mi ha veramente dato delle grandi opportunità. Rosa Maria e la paternità sono doni straordinari che mi hanno fatto riscoprire, giorno dopo giorno, valori e dimensioni che prima ignoravo beatamente. E sempre a Dio dico grazie per Alessandra. Una donna che ha cambiato totalmente la mia vita - anche se alcuni miei difetti, purtroppo, restano - con la pazienza e la dedizione. Una dimensione, quella della dedizione, oggi spesso ignorata ma che se vissuta nella reciprocità è la chiave di volta che tiene in piedi un matrimonio anche nelle tempeste o nei momenti più bui. Ad Alessandra va quindi, anche da questa sede virtuale, il mio grazie. Ti amo Alessandra!

3 commenti:

  1. Complimenti per questo blog. Non abbandonarlo...molto bello, interessante e costruttivo.

    RispondiElimina
  2. Splendido diario.Un bel lavoro che speriamo continui. Bravo Giovanni e brava Alessandra

    RispondiElimina
  3. Bravi, bravi bravi
    Continuate a scrivere, questo blog è bellissimo

    RispondiElimina