mercoledì 4 gennaio 2017

I primi passi e le prime passeggiate - VIDEO

Le passeggiate con Rosa Maria sono una scoperta continua. Cambia la prospettiva, la velocità del passo, l'attenzione ai particolari, i percorsi stessi. Basta una manina minuscola per modificare profondamente qualsiasi prospettiva. A Rosa Maria piace tanto camminare e poco stare in braccio. Gli itinerari lunghi, in questo senso, favoriscono, e di molto, l'approccio sia con la piccola che con se stessi. Ma andiamo con ordine. Rosa Maria ha mosso i suoi primi passi a circa dieci/undici mesi. Con Alessandra abbiamo voluto sin dall'inizio darle fiducia. 


Il box
Lo abbiamo ricevuto come regalo per il battesimo della piccola. Pensavamo che fosse il miglior modo per mettere a proprio agio Rosa Maria, farle muovere i primi passi in uno spazio protetto, avere la serenità di potere per qualche istante osservarla senza timori particolari di cadute brusche o altro. Tutto questo però ha avuto una validità a tempo determinato: solo un paio di settimane. Alla fine il box si è rivelato molto ingombrante e poco utile. Almeno per noi. Non appena Rosa Maria ha imparato a tenersi, meglio, aggrapparsi al bordo, ha cercato - riuscendoci in più occasioni - di compiere la scalata facendosi forza con i piedi sulla rete. E ci riusciva. Insomma per evitare la grande fuga con brutti epiloghi... abbiamo desistito. Lo spazio era davvero risicato e i passi non potevano essere fatti in libertà. 

Il tappeto in plastica
Per creare un ambiente accogliente e, soprattutto, più ampio le abbiamo preso i quadrati a incastro di plastica (mio padre ci ha poi rifornito ulteriormente). Abbiamo così creato un'ampia area gioco in salotto delimitata da divano, cuscini, box e altri quadrati. Un consiglio: non acquistate quelli con le letterine o i numeri che si tolgono. Un delirio quando vi ritroverete a pulirli o sistemarli. Meglio quelli monocolore. Saranno tristi ma voi sarete più allegri. E soprattutto questi quadrati non sono il fine del gioco ma uno strumento che permette il gioco. E così, a poco a poco, cadendo e ricadendo, Rosa Maria ha imparato a camminare autonomamente. E ha imparato anche a cadere. Cosa molto importante, lo abbiamo scoperto con il tempo frequentando altri bimbi. L'eccesso di attenzione da parte dei genitori non sempre aiuta...



Il girello
Anche in questo caso parliamo di un acquisto che ci potevamo evitare. Abbiamo trovato un'offerta e l'abbiamo preso. Ma in realtà è finito, dopo qualche settimana, sopra l'armardio. Rosa Maria, come molti bimbi della sua età, è una ribelle. E la costrizione dentro una finta macchina non le dava gli stimoli giusti. Solo i primi tempi faceva come una scheggia da un punto all'altro del corridoio. Poi niente da fare. Metterla lì dentro era per lei una sorta di punizione. E così, chiuso per bene, anche il girello è finito sull'armadio. 

E siamo così arrivati alle passeggiate. Rosa Maria ha una grande capacità di osservazione e una memoria che mi lascia sempre sbalordito. Ricorda luoghi, persone e itinerari. E me ne parla camminando. E sempre camminando ti accorgi di quanto siano pietose strade e marciapiedi. Occorre andare con gli occhi cinque metri più avanti perché la buca o l'avvallamento ti aspettano a braccia aperte. Per non parlare degli escrementi, disseminati in ogni dove e in ogni quando. Per fortuna ci sono le chiacchierate con Rosa Maria, che già ci facciamo, che fanno passare il malumore per una città che non è ancora a misura di bambino. Il momento comunque più bello è quando Rosa Maria, dopo che le ho spiegato o raccontato qualcosa, mi fissa. Mentre camminiamo ci sono momenti in cui sta in silenzio e mi guarda. Per qualche istante faccio finta di nulla, so che mi sta guardando. E' una cosa che mi riempie il cuore di gioia e di pensieri. Chissà - dico a me stesso - se sarò in grado di aiutarti sempre... Poi mi giro verso di lei ed ecco il suo spledido sorriso e la richiesta di abbraccio: papà uieni!

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