lunedì 20 febbraio 2017

Il seggiolino per auto, quel dolce tormento per Alessandra

Rosa Maria non ama le costrizioni. Nulla di nuovo per una bimba di due anni. Ma ci sono cose che non si può fare a meno di imporle (perché di questo si tratta). E tra queste il seggiolino in auto. Rosa Maria lo detesta. Solo per sfinimento riusciamo ad averla vinta. Il pianto e la lamentela iniziale è inevitabile. E a pagarne le spese in prima persona è Alessandra. Proviamo in tutti i modi possibili, ma convincerla della bontà della scelta è una impresa impossibile. E' come far capire a Trump quanto sia inutile il muro con il Messico. Premetto che una delle cose che ci siamo rifiutati di fare nel tempo è metterle in mano lo smartphone con i cartoni animati. In un altro post spiegheremo perché. Ci siamo anche posti un problema: e se Rosa Maria, come la mamma, soffrisse l'auto? Ma ci siamo dati una risposta: no. Rosa Maria ha viaggiato anche per diverse ore in auto. Siamo stati a Catania, così come in altri posti di montagna. E in alcune circostanze è stata un'amorevole compagna di viaggio.  In ogni caso abbiamo comunque dei consigli su come potere fare un paio di chilometri in tranquillità :-)
Partiamo dagli accorgimenti.
  1. Assicuratevi che il seggiolino sia comodo e le cinture non siano eccessivamente strette. Spesso una posizione che a noi appare comoda non lo è per il nostro piccolo. 
  2. Controllate prima di mettervi al volante che non abbia fatto pupù. Una volta la nostra piccola col pianto non chiedeva altro che essere cambiata.
  3. Se dovete fare un lungo viaggio, valutate dove il sole batterà con maggiore insistenza. Munitevi di tendine parasole, li trovate in offerta nei grandi magazzini anche a 1 euro. Qualcuno suggerisce  quelle con i personaggi dei cartoon. Spesa cara e inutile. La creaturina sarà sorpresa per i primi 30 secondi. Dopo di ciò si infastidirà di vedere in controluce quelle forme. Meglio il paesaggio che scorre...
Come equipaggiare l'auto:
  • Un giocattolo è per sempre. Abbiamo dotato lo spazio sotto seggiolino (quello in cui solitamente poggiamo i piedi) di un vasto assortimento di giochini, libri, bambole e vecchi residuati bellici. In caso di necessità peschiamo da lì sotto e portiamo alla luce questi reperti. Lei si sorprende quasi sempre. Ha il ricordo dei giochi e resta affascinata. Almeno per i primi dieci minuti. Puntualmente poi chiede alla mamma: "Mi prendi in brazzo". E lì si passa al secondo sorteggio del gioco nascosto. E così via. Fino al tappetino.
  • La musica è meglio del silenzio. Rosa Maria ama ascoltare canzoni e opere. Ho scoperto che oltre alla classica, che balla come una dervishi rotante, ha una predilezione per la musica folkloristica siciliana e per la dance anni Novanta. Ecco basta lasciarsi andare al ritmo degli Snap per fare qualche altro chilometro in santa pace. Ovviamente dopo un poco scatta l'esigenza del silenzio. "Basta muca", che sta per basta musica. Una pausa di un paio di minuti e si riprende. 
Ovviamente non ci sono suggerimenti validi per tutti. Noi ci muoviamo in macchina affidandoci sempre al caso. Ci sono viaggi che riescono. Altri un po' meno. Di certo c'è che quando sono in macchina da solo con Rosa Maria - perché la mamma è scesa dall'auto un attimo per comprare qualcosina o spicciare qualche faccenda - il percorso in auto è piacevole. Posso dire che è un'ottima compagna di viaggio. Mi racconta quanto fatto durante il giorno o i giocattoli che desidera ricevere. Crescendo sicuramente le cose miglioreranno. Al momento comunque ci divertiamo. Perché alla fine vedere la nostra disperazione collettiva è davvero buffo. E, per fortuna, sappiamo ancora ridere di noi stessi.

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