martedì 20 giugno 2017

Quella piccola frase che mi fa sentire amato



Ci rivediamo a distanza di un mese dall'ultimo post. Un'assenza prolungata dovuta a un periodo lavorativo abbastanza frenetico. Ci sono state le elezioni di mezzo e ho dovuto seguire la campagna elettorale da cronista. Sono successe tantissime cose nella nostra folle famiglia. Fatti, misfatti ed episodi divertenti che racconteremo presto con alcune foto e filmati. Rosa Maria fa passi da gigante. E siamo felici. Oggi, tuttavia, vi racconto un aspetto legato ad Alessandra, la mia splendida moglie. Ad alcuni potrà apparire banale. Il tutto si racchiude in una frase: "Ti credo".
Vivo la professione da freelance (tradotto: precario). E da mattina a sera vengo sballottato da un punto all'altro per servizi, conduzioni, collaborazioni, uffici stampa. Se il guadagno fosse direttamente proporzionale alle ore lavorate, vivremmo nel lusso. Purtroppo qui, nel profondo sud, questa simmetria (ore lavorate - paga) è una realtà esotica. Quando torno a casa, dopo aver baciato Alessandra e Rosa Maria, pronuncio quasi sempre una frase: "Sono sfinito". E a questo segue, quasi immediatamente, la risposta di Alessandra: "Ti credo". 
Io non so se ormai ha fatto l'abitudine al mio "sono sfinito", ma sentirmi comunque dire "ti credo" mi fa sentire compreso. E quindi accolto, amato. Ogni sera, ogni giorno.
Sono piccole sfumature che rendono più piacevole e bello il nostro cammino di famiglia.

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