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venerdì 24 febbraio 2017

La borsa omaggio per mamme e... papà

Qualche post addietro vi parlavo dell'importanza dei corsi preparto. Al primo posto ci sono quelli che vengono organizzati all'interno delle strutture ospedaliere. Sono diversi moduli che aiutano tantissimo la vostra compagna ma terrorizzano moltissimo noi futuri papà. Ci sono scene inquietanti che ci vengono prospettate e momenti surreali come la simulazione del parto. Accanto a questi corsi ci sono quelli organizzati dai negozi e della grandi catene specializzate. Qui vi verrà fornito, oltre ad un ripasso veloce su come gestire i primi mesi del vostro piccolo, anche una utilissima borsa omaggio con alcuni gadget davvero interessanti. Soprattutto dal punto di vista economico. Nel video che trovate in basso - realizzato con la mia dolce e paziente Alessandra - vi mostriamo cosa trovate all'interno di queste borse e come potete ottimizzare le spese dei primi mesi. Buona visione.


venerdì 17 febbraio 2017

Dialogo di due neonati in grembo e la vita dopo la nascita

Ho trovato in redazione un foglietto con questa storia. Ho cercato in rete l'autore ma non ho trovato molto. Mi è piaciuta e l'ho voluta raccontare anche qui. Buon ascolto

martedì 29 novembre 2016

Giovanna Mezzogiorno e le dichiarazioni che fanno bene a tutti

foto di Georges Biard
"Dopo il parto non ero in grado di rimettermi subito a lavorare, lo ammetto: la gravidanza mi ha distrutta, ho impiegato tre anni per riprendermi". A pronunciare queste parole non è stata Alessandra ma Giovanna Mezzogiorno in un'intervista a Vanity Fair. Premetto che ho sempre trovato difficile commentare (e giudicare) - da uomo - come una donna si possa sentire durante un evento come la gravidanza e il suo seguito. Insomma, se è pur vero che durante la fase di gestazione e dopo il parto ci troviamo a dover fare da parafulmini ai cambi d'umore e alle diverse isterie, e riusciamo a cogliere il peso di certi aspetti, c'è da dire che quello che attraversa una donna, sia interiormente che a livello esteriore, è essenzialmente indescrivibile. Vivono uno stravolgimento che si ripercuote in ogni piccolo aspetto della vita. Eppure questa intervista e la titolazione di molti giornali inizialmente non mi avevano convinto. Ma perché dire pubblicamente che per riprendersi da una gravidanza occorrono tre anni? Cosa significa? E guardavo alla mia esperienza: alla grande forza di volontà di Alessandra, al post parto che è stato un periodo abbastanza felice. Al fatto che Alessandra stessa si fosse ripresa in fretta...
Ma ripensando, con meno impulsività, a quanto vissuto mi sono dovuto ricredere.

giovedì 24 novembre 2016

Parto naturale o parto cesareo?

Per la serie: "To be or not to be, that is the question". Mi scuso per avere scomodato il grande Guglielmo, noto ai più come William Shakespeare, ma l'incipit è d'obbligo tanto quanto una delle questioni principali che si affrontano prima del grande momento: parto naturale o parto cesareo? Questa è una di quelle domande cui noi maschietti non sapremo mai come rispondere. Perché ogni risposta potrà essere usata contro di noi senza possibilità di appello. Partiamo da una premessa importante. Quel passo biblico: con dolore partorirai figli... non è sceso giù a nessuna delle discendenti di Eva. Oggi con l'evoluzione della chirurgia, un bel parto cesareo non lo si dovrebbe negare a nessuno. Almeno secondo una buona parte di donne che propende per l'operazione. Questo tuttavia si scontra con le politiche economiche e di risparmio di ospedali e cliniche che quindi spingono (è il caso di dire) al parto naturale. Ed è in questi momenti che l'uomo deve mantenere equilibrio, serenità e una buona dose di autocontrollo. Ci si confronta, infatti, con una serie di conseguenze inaspettate e inimmaginabili. La scelta del "naturale" potrebbe portarvi dritto dritto in sala parto per assistere la vostra amata moglie. Ma una volta dentro potreste anche cominciare a contemplare l'ipotesi che una forza aliena si sia impossessata di lei. Ma andiamo con ordine.

giovedì 17 novembre 2016

La prima febbre e la forza della famiglia

C'è la febbre post vaccino. A questa vieni preparato con largo anticipo da moglie, pediatra e "vaccinatore". "Può verificarsi... come può non verificarsi", così ci è stato ripetuto puntualmente ad ogni vaccino o richiamo di vaccino. Intanto tu sai che c'è questa possibilità e che soprattutto devi stare tranquillo perché è tutto previsto. C'è poi la febbre per le famigerate malattie esantematiche. E anche qui sei in qualche modo già avvisato da moglie, parenti, amici, fruttivendoli, macellai, panettieri e persone appena conosciute in coda alla cassa che sono in grado di elencarti manifestazioni cutanee, fase di incubazione e tutti gli altri sintomi. Ad ogni modo: sai che 'sta febbre arriverà e che passerà. E te ne fai una ragione. Ma c'è quella febbre improvvisa, non legata a nessuna delle precedenti ragioni, che colpisce la tua piccola creatura e che annienta ogni tua sicurezza. La mente si annebbia e non riesci a trovare alcun tipo di spiegazione. Un colpo d'aria, un contagio, un raffreddore...? Perché mai?

venerdì 7 ottobre 2016

Il doudou e le avventure notturne con Peppa Pig

Si scrive doudou ma si legge Dudu. E' stato uno dei primi oggetti che abbiamo acquistato con Alessandra durante il periodo della dolce attesa. Di cosa si tratta? E' una sorta di peluche "primordiale". C'è la testa e poi una copertina che fa da corpo. Insomma, ci vuole un po' di fantasia a capire la forma. Questo peluche viene tenuto dalla futura mamma durante la gravidanza per impregnarlo con il suo odore. Sì perché il doudou dovrà essere poi posizionato nella culla accanto al bebè e dovrebbe avere l'effetto di calmare il neonato. E' un'usanza francese (molto remunerativa per le case di produzione) che è stata importata velocemente anche in Italia: rappresenta il legame con la famiglia e la propria casa.
Insomma una cosa anche bella che però non esclude un certo stupore nei papà. Come in me, ad esempio, che un giorno ho visto Alessandra con questo peluche tra le braccia. Una cosa abbastanza curiosa. Capivo che ci sarebbero stati sbalzi di umore e tempeste ormonali ma una regressione al peluche la escludevo. Ovviamente dopo tanta dedizione e dopo i primi mesi di affabile attaccamento, nostra figlia crescendo non ha più calcolato 'sto pupazzo. In compenso per farle sentire meglio l'odore di mamma ha deciso di dormire con noi, nel lettone. Ma non solo lei. Anche Doudou e altri 223 peluche. Tendenzialmente Rosa Maria preferisce dormire spalmata sulle mie spalle. Questo comporta un mio progressivo spostamento verso il bordo. Vista la mia stazza, ritengo anche di avere sfidato un paio di leggi della fisica. Quasi 3/4 del mio corpo sporgono al di là del materasso. Alle volte mi sostengo con una gamba poggiata sul pavimento, altre volte prego.