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lunedì 12 dicembre 2016

Secondo compleanno, nuove emozioni

18:32 0 Comments

Rosa Maria ha compiuto due anni. Ieri un'allegra festicciola in casa con i nonni, gli zii e i cuginetti. Uno di quei momenti che sicuramente resteranno nella memoria grazie alle foto di gruppo dietro la torta o a qualche filmato fatto col telefonino. Una circostanza bella che mi ha riportato indietro nel tempo, alla mia infanzia. Le feste di compleanno, infatti, sono state sempre fatte in famiglia e con la famiglia. Sono nato a luglio e mi veniva sempre posto il dilemma: i compagnetti sono fuori in vacanza, chi verrà... in realtà non è stato fatto mai un vero sondaggio, almeno questo è quello che molto sinceramente penso. E ricordo che dopo qualche fallimentare tentativo si era deciso di mantenere tra le mura domestiche la festicciola. E così ieri per Rosa Maria abbiamo scelto di fare una festa "familiare". Tre le fasi di preparazione:
  • Torta
  • Festoni e palloncini
  • Regali

martedì 6 dicembre 2016

Che fai papà?

15:04 0 Comments
(foto di Alessandra)
Il titolo di questo post è la domanda che da quasi un paio di mesi mia figlia mi rivolge puntualmente e con una frequenza, per certi versi, inquietante: "Che fai papà?". Cammino, sto fermo. Leggo, scrivo. Guardo un film, mangio. La domanda è sempre una e improvvisa: "Che fai papà?". Anche nel cuore della notte, mentre il mondo riposa, dalla culla si leva una vocina e una domanda: "Che fai papà?". Non so il motivo, so che mi trovo quasi sempre costretto a rispondere. Perché il suo sguardo è serio. Insomma, non è una frase detta tanto per dire qualcosa. Non è un gioco. La sua domanda esige una risposta puntuale e certa. E se mi scappa una risata - perché in certi frangenti capita - la sua domanda non cambia. A cambiare è l'interlocutore: "Mamma, che fa papà?". E così sono costretto a rispondere. Almeno 92 volte su cento, in modo anche sincero. Alle volte dicendo pure parole che forse neanche comprende ancora. Ma c'è quell'otto per cento di volte in cui non riesco a dir nulla. Sono momenti in cui sono alla ricerca di qualcosa con la mente e la sua domanda mi fa vivere stati di profonda assenza da me stesso. Quel suo "Che fai papà?" mi piomba addosso come un macigno. Ci sono anche volte in cui magari sto oziando mentre dovrei portarmi avanti con il lavoro.... e zachete! Ecco lei arrivare con la fatidica domanda: "Che fai papà?". E mi sento tremendamente in colpa se magari sto guardando Instagram al telefonino mentre il dovere mi chiama. Ogni tanto alla domanda "Che fai papà?" rispondo riproponendo la stessa domanda: "E tu che fai Rosa Maria?". Lei, allora, mi guarda silenziosa e... mi abbraccia. Per la serie: abbiamo trasmesso.

martedì 29 novembre 2016

Giovanna Mezzogiorno e le dichiarazioni che fanno bene a tutti

15:02 0 Comments
foto di Georges Biard
"Dopo il parto non ero in grado di rimettermi subito a lavorare, lo ammetto: la gravidanza mi ha distrutta, ho impiegato tre anni per riprendermi". A pronunciare queste parole non è stata Alessandra ma Giovanna Mezzogiorno in un'intervista a Vanity Fair. Premetto che ho sempre trovato difficile commentare (e giudicare) - da uomo - come una donna si possa sentire durante un evento come la gravidanza e il suo seguito. Insomma, se è pur vero che durante la fase di gestazione e dopo il parto ci troviamo a dover fare da parafulmini ai cambi d'umore e alle diverse isterie, e riusciamo a cogliere il peso di certi aspetti, c'è da dire che quello che attraversa una donna, sia interiormente che a livello esteriore, è essenzialmente indescrivibile. Vivono uno stravolgimento che si ripercuote in ogni piccolo aspetto della vita. Eppure questa intervista e la titolazione di molti giornali inizialmente non mi avevano convinto. Ma perché dire pubblicamente che per riprendersi da una gravidanza occorrono tre anni? Cosa significa? E guardavo alla mia esperienza: alla grande forza di volontà di Alessandra, al post parto che è stato un periodo abbastanza felice. Al fatto che Alessandra stessa si fosse ripresa in fretta...
Ma ripensando, con meno impulsività, a quanto vissuto mi sono dovuto ricredere.

giovedì 24 novembre 2016

Parto naturale o parto cesareo?

18:50 0 Comments
Per la serie: "To be or not to be, that is the question". Mi scuso per avere scomodato il grande Guglielmo, noto ai più come William Shakespeare, ma l'incipit è d'obbligo tanto quanto una delle questioni principali che si affrontano prima del grande momento: parto naturale o parto cesareo? Questa è una di quelle domande cui noi maschietti non sapremo mai come rispondere. Perché ogni risposta potrà essere usata contro di noi senza possibilità di appello. Partiamo da una premessa importante. Quel passo biblico: con dolore partorirai figli... non è sceso giù a nessuna delle discendenti di Eva. Oggi con l'evoluzione della chirurgia, un bel parto cesareo non lo si dovrebbe negare a nessuno. Almeno secondo una buona parte di donne che propende per l'operazione. Questo tuttavia si scontra con le politiche economiche e di risparmio di ospedali e cliniche che quindi spingono (è il caso di dire) al parto naturale. Ed è in questi momenti che l'uomo deve mantenere equilibrio, serenità e una buona dose di autocontrollo. Ci si confronta, infatti, con una serie di conseguenze inaspettate e inimmaginabili. La scelta del "naturale" potrebbe portarvi dritto dritto in sala parto per assistere la vostra amata moglie. Ma una volta dentro potreste anche cominciare a contemplare l'ipotesi che una forza aliena si sia impossessata di lei. Ma andiamo con ordine.

venerdì 18 novembre 2016

L'opera prima di Rosa Maria - solo piano

19:43 0 Comments
Come ho più volte scritto, a casa nostra la musica è... di casa. Una passione che trasmettiamo a Rosa Maria senza ansie o pretese. Sin da quando era nel pancione, con Alessandra abbiamo ascoltato di tutto. Il nostro intento era quello di renderla partecipe anche attraverso il ballo. Ovviamente abbiamo cercato di fare una attenta selezione. Ci siamo pure serviti di un libro... ne parlavo qui qualche tempo fa a proposito di musica rilassante per bambini. Adesso, a poco a poco, vado regalando a Rosa Maria piccoli strumenti musicali. Abbiamo cominciato con le percussioni (maracas, xilofono...). Oggi ho sistemato per terra una vecchia tastiera Yamaha. La gioia negli occhi della mia cucciola è stata illuminante. Ovviamente siamo ancora all'inizio. Ma ho cercato di raccogliere il meglio di espressioni ripetute sulla tastiera. Insomma la sua prima opera a... 23 mesi. Siamo in tempo per raggiungere Wolfy. Ecco qui un estratto della sua creazione. Buon ascolto.

Sicily Kid's Experience, l'evento turistico gratuito per le famiglie con bambini

18:05 0 Comments
Tre, due, uno via... sabato 19 e domenica 20 novembre la Galleria d'arte moderna di Palermo (via Sant'Anna 21) ospiterà la seconda edizione Sicily Kid's Experience, l'evento turistico gratuito pensato per le famiglie con bambini. Organizzato da Kidsinsicily.it e Siciliaweekend.info, l'evento ospita alcune fra le più belle realtà del panorama siciliano che operano nel settore naturalistico, culturale e dell'accoglienza. E ciascuno dei partecipanti ha messo a punto laboratori gratuiti per consentire ai bambini di poter provare da vicino alcune delle esperienze che poi possono essere ripetute “sul campo”. Dai Nebrodi alle Madonie, passando per musei ed aree marine protette ecco un'infinità di luoghi e attività da poter vivere nell'Isola bimbi alla mano. Fra i partecipanti anche una chicca che riguarda i più grandi: un grande plastico ferroviario realizzato appositamente dall'associazione Treno Doc, che si occupa di viaggi in treno storico. Ma nella due giorni ci saranno anche attività culturali, come quelle offerte dal museo Gemmellaro o dal complesso Unesco di Monreale; quelle naturalistiche come le escursioni da Ficuzza ai Nebrodi o il parco avventura delle Madonie e tante altre realtà che stanno investendo nell'ottica della qualità veso le famiglie con bambini.

giovedì 17 novembre 2016

La prima febbre e la forza della famiglia

14:54 0 Comments
C'è la febbre post vaccino. A questa vieni preparato con largo anticipo da moglie, pediatra e "vaccinatore". "Può verificarsi... come può non verificarsi", così ci è stato ripetuto puntualmente ad ogni vaccino o richiamo di vaccino. Intanto tu sai che c'è questa possibilità e che soprattutto devi stare tranquillo perché è tutto previsto. C'è poi la febbre per le famigerate malattie esantematiche. E anche qui sei in qualche modo già avvisato da moglie, parenti, amici, fruttivendoli, macellai, panettieri e persone appena conosciute in coda alla cassa che sono in grado di elencarti manifestazioni cutanee, fase di incubazione e tutti gli altri sintomi. Ad ogni modo: sai che 'sta febbre arriverà e che passerà. E te ne fai una ragione. Ma c'è quella febbre improvvisa, non legata a nessuna delle precedenti ragioni, che colpisce la tua piccola creatura e che annienta ogni tua sicurezza. La mente si annebbia e non riesci a trovare alcun tipo di spiegazione. Un colpo d'aria, un contagio, un raffreddore...? Perché mai?

mercoledì 16 novembre 2016

#momentiMcHappyDay anche a Palermo

14:27 0 Comments
Ci sono iniziative che, al di là del marchio, meritano attenzione. Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald presenta il 15° McHappy Day, iniziativa straordinaria di raccolta fondi, che serviranno per supportare le 4 Case Ronald e le 2 Family Room italiane, vere e proprie “case lontano da casa” per le famiglie dei piccoli pazienti di alcuni dei principali ospedali pediatrici italiani e permettere loro di restare uniti. McHappy Day è l’iniziativa che McDonald’s promuove a sostegno di Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino, il 20 novembre, nei suoi 540 ristoranti italiani. 15 giorni ricchi di attività e iniziative speciali, dal 13 al 27 novembre 2016, che serviranno a sostenere le 4 Case Ronald e Family Room in Italia, che hanno ospitato finora oltre 33.000 bambini e genitori per oltre 140.000 notti in totale, generando un risparmio di oltre 14 milioni di Euro. 15 giorni di solidarietà per regalare sorrisi e momenti “happy” alle famiglie in difficoltà. Durante la scorsa edizione del McHappy Day sono stati raccolti 356.000 Euro, che hanno contribuito a garantire, solo nell’ultimo anno, circa 23.000 pernottamenti e a tenere le famiglie vicine quando la cura dei loro piccoli è lontano da casa.

sabato 12 novembre 2016

Ecco le canzoni più suonate in radio quando è nata Rosa Maria

19:34 0 Comments


foto di Robert Ziemi
In casa amiamo la musica. Io suono, Alessandra canticchia e la nostra piccola artista sta cominciando a prendere confidenza con Ukulele e percussioni. Allo stesso tempo cerchiamo di riempire spazi, situazioni e occasioni con musiche e canzoni. Lo riteniamo un modo per dare continuità ai ricordi. Note e parole sono un po' quell'ingrediente magico che dà un sapore in più che rende indimenticabili certe circostanze. Se ci pensate bene, le canzoni riportano alla mente, in modo nitido, alcuni ricordi. Rosa Maria è nata in un periodo davvero particolare. Non riesco ancora a farmene una ragione. Ma come mai questi anni Duemila non hanno portato con sé nulla di bello e duraturo... insomma, facciamo i conti con fenomeni musicali usa e getta. Il tempo di un reality, di una stagione televisiva e tanti sedicenti artisti scivolano via, nel dimenticatoio, altri - giustamente - nella spazzatura. Penso all'ultimo periodo felice per la musica: gli anni Novanta. C'era una fisionomia nel suono e negli artisti. Un'impronta e una continuità che oggi affannosamente cerco di individuare, invano. Ma andiamo al periodo in cui è nata Rosa Maria, che è meglio. Ecco alcuni successi tra le hit in heavy rotation in radio nella prima decade di dicembre nel 2014*:

martedì 1 novembre 2016

A casa nostra: no Halloween, sì party!

15:28 0 Comments
La pupa di zucchero che ho distrutto per errore
Cominciamo facendo una santa precisazione: lo stare allegri è alla base del nostro vivere. E tutto quello che scegliamo insieme, in famiglia, è guidato unicamente dal desiderio di mantenere sorrisi e buon umore. Detto questo rifiutiamo di farci parte attiva in qualsiasi lotta o "crociata" contro questa o quella manifestazione. Halloween non la contempliamo come festa perché non ci piace. Ci appare pacchiana e pesante. E oltremodo scimmiottante i cugini ammmericani. A noi, nel ponte del due novembre, piace ricordare e festeggiare "i morti". Già, può apparire assai macabro, ma qui in Sicilia e, in particolare, a Palermo c'è un rapporto particolare con le anime dei defunti: un affetto misto a paura e ironia che rende questa festa unica. Per questo motivo stamattina siamo andati alla "Fiera dei morti". Nessuna bara o mummie in vendita, ma dolciumi, giocattoli e attrazioni. A Palermo c'è più di un'area espositiva aperta al pubblico. Noi abbiamo scelto quella a ridosso di Monte Pellegrino, all'interno dell'ex Fiera del Mediterraneo.
Rosa Maria è ancora troppo piccola per capire il senso di tutto questo. Ma con Alessandra abbiamo deciso di farle dono della prima pupa di zucchero. Il paladino, figura tradizionale, costava 25 euro. Abbiamo optato per una più sobria Biancaneve, che sebbene assai lontana dalla raffigurazione tradizionale, aveva un prezzo più abbordabile: 5 euro. Abbiamo voluto, così, tramandare un momento particolare. Una festa davvero straordinaria e che rivela credenze che la globalizzazione sta, man mano, cancellando. Sulle bancarelle c'erano caramelle, biscotti, martorana...

sabato 29 ottobre 2016

Zichichi, i superconduttori e mia figlia

09:42 0 Comments
Il giorno prima della nascita di Rosa Maria ho sentito telefonicamente, per motivi di lavoro, il grande Antonino Zichichi. Un'intervista su una scoperta interessante nell'ambito della superconduttività e di cui al momento non conosco i reali sviluppi. Un dialogo davvero interessante, specialmente per chi, come me, appasionato di determinati argomenti ma con alle spalle solo studi di filosofia, si diverte a voler comprendere l'insondabile.
In quei giorni la frenesia legata al parto era tanta. E quindi non mi trattenevo a lungo né in redazione, né al telefono. Non si sapeva con certezza quando la nostra piccola meraviglia sarebbe nata. Eppure quel dialogo con Zichichi, lui a Ginevra e io a Palermo, lo ricordo ancora con piacere. Mi affascinava il fatto che la nostra piccola Rosa Maria potesse nascere nel giorno di una grande scoperta scientifica o di un evento epocale. Poi, in realtà, mi sono accorto che quando è venuta alla luce, il grande evento di quel giorno è stata proprio la sua nascita. So di sembrare molto mieloso, ma più avanzano i giorni, i mesi e, fra poco potremo dire, anche gli anni, più mi rendo conto di come la paternità cambi in modo rivoluzionario anche la vita di un uomo. Un evento spesso relegato a certe dinamiche e stereotipi femminili, attiva, invece, nei maschietti dei collegamenti che rendono viva la dimensione "famiglia". E' come se la nascita di una nuova vita diventasse il collante di alcune sinapsi, sino a quel momento, inattive tra loro. E per tornare all'intervista fatta a Zichichi, la nascita di Rosa Maria è stato ciò che ha garantito immediatamente la trasmissione di grandi quantitativi di energia senza farmi perdere nulla strada facendo. Un fatto straordinario e rivoluzionario. Almeno per la mia vita. E da allora tante cose sono cambiate. Buon fine settimana.

giovedì 20 ottobre 2016

Adozioni con il Cile più facili in Sicilia. Apre uno sportello a Palermo

15:10 0 Comments
Le adozioni internazionali con il Cile sono da oggi più facili per le coppie che risiedono in Sicilia. La Onlus con sede a Roma Pro Icyc, ha infatti aperto a Palermo uno sportello per le tante coppie fino a poco tempo fa costrette a recarsi a Roma per completare l'intero iter di legge finalizzato all'adozione di un minore. Con l'apertura dello sportello a Palermo, ospitato presso villa Castelnuovo, le coppie richiedenti potranno effettuare i colloqui psicologici e alcune delle restanti pratiche burocratiche. La Onlus, ente autorizzato dalla Cai – Commissione adozioni internazionali, in particolare, assiste e sostiene la coppia nel percorso obbligatorio annuale di preparazione all'incontro col minore, effettua i corsi di lingua straniera, si occupa dei colloqui psicologici, offre assistenza durante la permanenza dei genitori in Cile e si occupa del post adozione, momento delicato quanto l'attesa.

domenica 16 ottobre 2016

L'occhio di Angelcare e i sensori sul materasso

18:33 0 Comments
E' stato uno dei regali più attesi... almeno per un papà come me che ama la tecnologia. E anche in questa occasione è stata quell'anima pia di mio fratello a farcene dono. Oggi vi parlo del sistema Angelcare Video. Un piccolo "impianto" dotato di sensori audio e video che avrebbe dovuto permetterci di lasciare riposare la bimba tranquillamente in camera da letto e spostarci da un'altra parte della casa (il condizionale sarà presto spiegato). E comunque un aggeggio utile anche durante la notte. Andiamo ad una breve e tecnica descrizione presa dal sito Foppapedretti: Angelcare un interfono che rileva suoni e movimenti, anche respiratori, del neonato ed è dotata di telecamera per guardare, e non solo ascoltare, il bebè. Un allarme sonoro avverte in caso di assenza di qualsiasi movimento, compresi quelli respiratori, per più di 20 secondi. Il ricevitore portatile ricaricabile (unità genitori) ha uno schermo piatto LCD a colori con Touch Screen, visualizzazione della temperatura dell’ambiente dove posizionata l’unità bambino, ingrandimento e riduzione delle immagini visualizzate. Il trasmettitore (unità bimbo) ha una telecamera a raggi infrarossi per visione diurna e notturna, trasmissione digitale a 2.4 Ghz (elimina le interferenze tra le due unità), sensore per rilevare la temperatura della stanza, sistema automatico di selezione con più di 60 canali per ridurre al minimo le interferenze, utilizzabile con trepiede (non incluso) e luce notturna. 

venerdì 7 ottobre 2016

Il doudou e le avventure notturne con Peppa Pig

13:37 5 Comments
Si scrive doudou ma si legge Dudu. E' stato uno dei primi oggetti che abbiamo acquistato con Alessandra durante il periodo della dolce attesa. Di cosa si tratta? E' una sorta di peluche "primordiale". C'è la testa e poi una copertina che fa da corpo. Insomma, ci vuole un po' di fantasia a capire la forma. Questo peluche viene tenuto dalla futura mamma durante la gravidanza per impregnarlo con il suo odore. Sì perché il doudou dovrà essere poi posizionato nella culla accanto al bebè e dovrebbe avere l'effetto di calmare il neonato. E' un'usanza francese (molto remunerativa per le case di produzione) che è stata importata velocemente anche in Italia: rappresenta il legame con la famiglia e la propria casa.
Insomma una cosa anche bella che però non esclude un certo stupore nei papà. Come in me, ad esempio, che un giorno ho visto Alessandra con questo peluche tra le braccia. Una cosa abbastanza curiosa. Capivo che ci sarebbero stati sbalzi di umore e tempeste ormonali ma una regressione al peluche la escludevo. Ovviamente dopo tanta dedizione e dopo i primi mesi di affabile attaccamento, nostra figlia crescendo non ha più calcolato 'sto pupazzo. In compenso per farle sentire meglio l'odore di mamma ha deciso di dormire con noi, nel lettone. Ma non solo lei. Anche Doudou e altri 223 peluche. Tendenzialmente Rosa Maria preferisce dormire spalmata sulle mie spalle. Questo comporta un mio progressivo spostamento verso il bordo. Vista la mia stazza, ritengo anche di avere sfidato un paio di leggi della fisica. Quasi 3/4 del mio corpo sporgono al di là del materasso. Alle volte mi sostengo con una gamba poggiata sul pavimento, altre volte prego. 

sabato 1 ottobre 2016

Papatumpete partecipa a Le vie dei Tesori 2016

15:40 0 Comments

Latito da troppo tempo e Papatumpete non lo merita :-) Stiamo portando avanti alcune iniziative interessanti... Per esempio, saremo presenti alla manifestazione Le Vie dei Tesori. Parteciperò ad un incontro con Claudia De Lillo, meglio conosciuta come Elasti. L’ultimo suo libro, appena uscito, è il romanzo “Alla pari”, la storia di Alice che, a poco più di vent’anni lascia gli Stati Uniti e parte per Milano a occhi chiusi, all’avventura: au pair per sei mesi. Ovvero baby sitter, autista, cuoca, confidente e orecchio assoluto per una famiglia da riformare. Una madre in carriera, un padre piacione, un’adolescente pestifera, un ragazzino eccentrico, un piccolo alieno e una governante dispotica. Qui tutto il programma: http://www.leviedeitesori.com/5-alla-pari/





giovedì 15 settembre 2016

Primo giorno di asilo, l'inserimento e le virtù dei papà

12:38 0 Comments
Ho fatto passare 24 ore prima di scrivere e descrivere il primo giorno di asilo di Rosa Maria. Un evento in parte traumatico. Specie per chi, come me, si ritrova all'improvviso a dover fare i conti con una bimba chiassosa e allegra fuori da casa. Un vuoto incredibile. Ma Rosa Maria è contenta. E questo aiuta :-) Grazie ad Alessandra, la sera prima è stato preparato con cura tutto l'occorrente nello zainetto. Io sarei scoppiato in lacrime ad ogni oggetto: dalla borraccina alla merenda... non so perché ma qualsiasi cosa che è legata a Rosa Maria mi commuove. Sarà l'età...
Siamo scesi da casa presto. Abbiamo fatto colazione al bar e poi via di corsa verso la scuola. La nostra piccolina ha un'indole straordinaria. So che ancora è molto piccola. Ma fino ad oggi dà l'impressione di amare le avventure, si incuriosisce parecchio per luoghi e realtà nuove. Difficilmente indietreggia in mezzo alle nostre gambe di fronte a situazioni inedite. E così è bastato metterle il manico dello zainetto tra le mani per vedere quella nanerottola correre verso i cancelli. Con il primo giorno d'asilo comincia anche la fase dell'inserimento, una sorta di affiancamento. In pratica, si sta insieme ai bimbi durante la mattina lasciando loro libertà di azione, sia nell'area gioco che all'interno della classe. I genitori si sistemano ai margini osservando interazioni e reazioni. Si studia a fondo anche la maestra. Noi, sotto questo punto di vista, siamo stati molto fortunati. Poi si passa ad osservare l'ambiente circostante. C'è chi tra i bimbi non vuole lasciare la mamma o il papà e si tiene loro stretto, chi come Rosa Maria preferisce all'inizio conoscere i "bimbi" tenendoci per mano e chi invece corre urlando da una punta all'altra. A poco a poco, tutti i bimbi acquisiscono una piccola autonomia di movimento tra loro e con i giochi. Ma non mancano i colpi di scena. La nostra piccola Rosa Maria ama sperimentare. Ed è così che invece di entrare nel castello di plastica dalla porta, ha fatto il suo ingresso dalla finestra. Un capitombolo che le ha fatto diventare il nasino arrossato. Un esordio niente male. A soccorrerla la mamma. Poi è toccato a me. Ho il compito di placare il suo pianto sussurrandole raccontini alle orecchie o canticchiando alcune canzoncine. Una in particolare, ma ve ne parlerò in seguito. Andiamo, invece, adesso alle peculiarità dell'inserimento e alle capacità che deve sviluppare un papà:

Autocontrollo (non siete Flash)

La pratica dell'affiancamento è un esercizio di virtù. Mettetevelo in testa: serve una buona dose di autocontrollo. Ad un certo punto ti ritrovi smarrito in mezzo ai mille pericoli che possono circondare i bambini e non sai da che parte muoverti prima. Vorresti essere Flash Gordon per soccorrere ogni bimbo che inciampa o che rischia di inciampare. Niente paura: tutto sembra reggersi su un equilibrio invisibile. Potete mettere da parte qualsiasi velleità di "salvatore del mondo" o qualsiasi possibilità di riscoprirvi profeta o chiaroveggente. Il pericolo è sempre un passo più in qua rispetto a quello che avevate immaginato. E non ci potete far nulla. Non fate parte della risicata schiera dei supereroi. Siete papà della migliore specie.



Bontà d'animo

Vi accorgerete che ci sono bambini più irruenti di altri. Non lo fanno per cattiveria (anche se alcuni hanno faccine che sono tutto un programma), ma sembra che abbiano preso di mira esclusivamente la vostra piccola creatura. Impediscono di usare lo scivolo, occupano tutti i tricicli disponibili, si impossessano di colori e costruzioni. E il bello è che vi sembrerà di tornare indietro con gli anni e rivedere il vostro compagno di classe più antipatico, quello che vi ha fatto passare i guai. Siate misericordiosi. E ricordate che vostro figlio saprà sempre reagire nel modo migliore. E se non lo farà per virtù, lo farà per sfinimento. La lotta alla sopravvivenza anche nel gioco è qualcosa di veramente esemplare. Ho bambini fare cose che neanche avrei immaginato. Fingere di essere affascinato da un giocattolo per farselo togliere di mano e raggiungere il suo obiettivo: lo scivolo, fino a quel momento occupato dallo stesso bimbo che poi ha preso possesso del giocattolo. Simulazione...


Siete sempre liberi

Non commettete nessun reato se di tanto in tanto fate fare un giorno di vacanza alla vostra creaturina e ve la spassate insieme a giochicchiare a casa. Non c'è alcun obbligo di frequenza e c'è sempre tempo per i banchi e le aule. Con Alessandra abbiamo deciso che quando potremo staremo insieme a lei. E comunque ogni giorno le chiederemo se è contenta di andare dai "bimbi". Sarà una scelta condivisa con le sue emozioni. So che ci saranno cose necessarie che dovremo fare anche senza il suo diretto consenso (penso ai vaccini, sigh). Ma su questo aspetto, l'asilo, cerchiamo di crescere insieme. Anche perché ne abbiamo bisogno... almeno noi genitori. Anche oggi è stata una giornata impegnativa. Ma andiamo avanti. L'importante è mantenere il sorriso.

martedì 6 settembre 2016

Il momento dell'iscrizione: sezione primavera

16:37 0 Comments
Un vuoto allo stomaco. Oggi abbiamo iscritto la nostra piccola Rosa Maria a scuola. Mi sono ritrovato tra le mani un modulo che, fino a qualche anno fa, mai avrei immaginato di sottoscrivere. Mi sono emozionato. Abbiamo fatto la "fototessera" a casa, in corridoio sfruttando il bianco delle pareti. Poi la stampa e di corsa (per evitare di essere travolti dalla pioggia) a scuola. Mentre compilavo quel foglio, tanti pensieri hanno affollato la mia mente: fra qualche giorno quella nanerottola farà il suo ingresso in classe, tra minuscole sedie e banchetti bassi. Attorno avrà pareti colorate e tanti disegni. Ma soprattutto condividerà giochi e parole con gli amati "bimbi". Una parola che ci ripete spesso. Rosa Maria vuole stare con i bimbi, giocare con i bimbi, vedere i bimbi. Con Alessandra abbiamo cercato sempre di darle opportunità di socializzazione e incontro. A partire dalla famiglia, con i giochi in terrazza a casa della nonna insieme ai cuginetti. Ma non solo. Abbiamo frequentato anche ludoteche private. Dopo alcune riflessioni e confronti cordiali, abbiamo pensato che l'inserimento in una realtà come l'asilo potesse essere positivo per il suo carattere: è aperta, allegra, molto vivace e chiacchierona. Sarà una sorpresa anche per noi la sua reazione. Non sappiamo come prenderà questo inizio d'avventura. Di certo c'è che condividere queste piccole e ordinarie avventure con Alessandra, ci rende sempre più consapevoli del dono e della responsabilità dell'essere genitori. Vi aggiornerò...

domenica 4 settembre 2016

Tendenza "no kids"... che tristezza!

12:30 0 Comments

Ho appena letto un articolo condiviso su facebook: "Qui i bambini non possono entrare": prende piede la tendenza 'no kids'. In pratica tra i criteri di selezione della clientela di ristoranti e hotel c'è il non avere marmocchi al seguito. Qualche anno fa alcuni imprenditori furbastri hanno cominciato a inserire un bel "Vietato l'ingresso ai bambini". Nell'articolo ci sono passaggi assai curiosi, fuori dalle virgolette, che mi hanno messo tristezza e un pizzico di rabbia. Parlando di alberghi, si legge ad esempio:
Posti bellissimi, che con la postilla "no kids" garantiscono ai clienti il valore aggiunto di un soggiorno all'insegna della pace e del relax.
Sono papà e quindi di parte, direte voi. Ma anche quando non era arrivata nella mia vita Rosa Maria, trovavo la vivacità dei bimbi un qualcosa di straordinariamente bello. Il loro correre, giocare, immaginare. E anche lo schiamazzare, sì. Erano un modo per riportarmi con i piedi per terra, alla parte più vera. Personalmente preferisco urla, sorrisi e schiamazzi di bambini al tintinnare di bicchieri di vino, sciocche risate e atmosfere colme di ipocrisia. Purtroppo il nostro è un tempo assai difficile. C'è un'economia che gode sulle solitudini. E non mi riferisco soltanto al tema dell'aver figli per stare allegri. Prendete questo post così, come uno sfogo immediato. Scritto di fretta al telefonino.... Ne parleremo in seguito con più calma.

lunedì 29 agosto 2016

La sorprendente empatia con il papà

18:14 0 Comments
Rosa Maria è nata a dicembre. E quell'anno il periodo natalizio è stato molto freddo. Nonostante ciò, a dieci giorni dalla nascita, complice una giornata di sole, abbiamo portato a spasso la piccola. Ben coperta, sia chiaro. Ma mai troppo. Con Alessandra ci siamo sempre proposti di crescere la bambina evitando ansie ed eccessive apprensioni. E circondarla, nei limiti del possibile, di sorrisi e serenità. Non è roba esclusiva del Mulino bianco. Basta, ogni tanto, prendersi poco sul serio. E ogni discussione futile dopo qualche minuto svanisce. Soprattutto abbiamo cercato di fare tutto insieme. Ci siamo ritrovati con la bimba nelle situazioni più disparate. Perché ogni cosa in questa vita può essere spiegata e affrontata senza particolari angosce o timori
Una cosa che mi ha sempre lasciato piacevolmente sorpreso è la splendida empatia che si è venuta a creare tra noi tre. Dimensione strana e surreale. Che cresce giorno dopo giorno. In pratica ho sperimentato una sorta di telepatia. Il freddo, il caldo, il fastidio, la rabbia, il mal di pancino, la cacca, il pannolino sporco... ecco è come se tutto venisse comunicato attraverso un linguaggio diverso. Come se una sorta di sesto senso ci rendesse capaci, all'improvviso, di mettere in comune sensazioni e volontà. Con Rosa Maria ho parlato sin dai primi giorni di vita, ho cercato di interagire con il suo sguardo, giocando con le sue mani, seguendo i suoi movimenti. I dotti, i medici e i sapienti mi diranno che il piccolo comprende ben poco di tutto questo. Ma vi assicuro che la sensazione di parlarsi comunque è straordinaria. Oggi con Rosa Maria, che parlotta e pronuncia bene le prime paroline, basta uno sguardo o un movimento per comprendere tanto.

martedì 23 agosto 2016

Cucine giocattolo, unboxing e montaggio

20:05 0 Comments
Oggi Rosa Maria ha festeggiato il suo onomastico. Le abbiamo regalato una piccola cucina prodotta in Francia da Ècoiffier. E' dotata di forno, lavandino con rubinetto e piastre (pensa un po'...). Vengono date in dotazione padella, piatti, posate, bicchieri, porta sale e porta pepe. E' un giocattolo consigliato a partire dai 18 mesi di età. Lo abbiamo acquistato a 15 euro da Baby in via del Bersagliere. Ecco il video.

mercoledì 17 agosto 2016

Il bello del nascere in inverno?
Pensarci in estate

15:05 0 Comments

Quando abbiamo calcolato approssimativamente la data di nascita eravamo molto contenti. Rosa Maria sarebbe nata a dicembre. Un mese che amiamo entrambi: vuoi per il Natale, vuoi perché conserviamo ricordi molto belli. Le musiche del Natale, la preparazione del Presepe e dell'albero. La messa della veglia di mezzanotte. I regali, i pranzi e le temibilissime giocate a tombola. Insomma di cose che ci piacciono a dicembre ce ne sono davvero tantissime. E siamo stati sempre felici di avvicinarci a questo periodo. A questo proposito, non vi nascondo che un po' mi dispiace quando gli addobbi fuori dai negozi o sulle vetrine spuntano già a fine ottobre. E' un po' come le caldarroste a settembre. C'è una voglia di anticipare i tempi che brucia l'attesa e toglie quello che in siciliano chiamiamo "prio", una felicità particolare che scaturisce dalla parte più vera di noi stessi. Ma torniamo a Rosa Maria. Il fatto che la bambina sarebbe nata col freddo gasava Alessandra che si poteva sbizzarrire in abiti e abitini. Compere inizialmente compulsive frenate da due fattori di non poco conto:

  • il sesso
  • il meteo

giovedì 11 agosto 2016

La sigla che fa impazzire nostra figlia

11:23 0 Comments

C'è una sigla che fa letteralmente impazzire nostra figlia. E da quando era proprio piccola piccola. Rosa Maria ha iniziato ad interagire prestissimo. Per nostra fortuna non ama alla follia la televisione. Preferisce la musica. Indica spesso il lettore cd e chiede "lalà lalà", che sta per "metti un cd là papà". In tv, invece, segue con attenzione solo Masha e Orso, il Ballettopolo e i titoli di coda di qualsiasi film o serie tv (mistero!). Il resto, dai cartoni animati ai programmi per bimbi, sembra annoiarla. Preferisce giocare con le costruzioni (cliccando qui puoi vedere lo spot a favore dei papà vittime di costruzioni). Eppure in tv c'è una sigla che, anche a distanza di un anno, continua a farla sorridere e gioire. Parlo di Mofy. Non so perché o quali siano i poteri ipnotici di questa canzoncina... ma davanti a questa sigla e queste note Rosa Maria abbandona qualsiasi gioco o "impegno" e rimane imbambolata davanti al monitor con il sorriso stampato sul volto. Ma sia chiaro: solo la sigla. Il cartone animato, di per sé carino, non le piace. E' la sigla e quel "Tutti insieme, tutti insieme lallalà, lallalà... forza Mofy si può far" che Rosa Maria ama. Le parole sono senza dubbio carine: 

domenica 7 agosto 2016

Il nostro matrimonio in un piccolo trailer

18:25 2 Comments
Facciamo qualche piccolo passo indietro, anche rispetto al periodo dell'attesa. Ci occupiamo oggi di matrimonio, del nostro matrimonio. Mentre il mondo va alla ricerca del matrimonio di Belen, del matrimonio di Canalis, o quello di Valeria Marini, vi racconto qualcosina sul nostro. Con Alessandra ci siamo sposati il 30 settembre di tre anni fa. Una data di battistiana memoria che in realtà è stata scelta quasi per caso. Non starò ad annoiarvi con tutti i particolari. Ci sarà spazio e tempo nei prossimi post. Oggi vi racconto solo brevemente lo spirito che ha guidato le nostre nozze: improvvisazione e semplicità. Due paroline che messe insieme hanno fatto impazzire (o quasi) tutti coloro che ci seguivano in questa folle avventura. Non abbiamo voluto fare nulla di esagerato. Anche perché volevamo che quel giorno rimanesse per tutti un giorno da ricordare: bello e senza troppi pensieri. Dalla chiesa al ricevimento, abbiamo organizzato ogni cosa affinché non ci fosse alcun tipo di problema: parcheggio, spazi... Ma soprattutto abbiamo voluto mettere al centro di tutto, come è giusto che sia - almeno per chi crede -, la celebrazione in chiesa. Sì, abbiamo cercato un posto che non creasse troppe difficoltà. Ampio e senza strisce blu. Nessuna scusa quindi. Pure il ricevimento abbiamo voluto che diventasse veramente una festa: niente tavoli. O almeno qualcuno per i più anziani. Per il resto un'ampia tavolata centrale e panche ovunque. Una sorta di festa di piazza.

venerdì 5 agosto 2016

La neve a Palermo, Rosa Maria a casa

20:39 0 Comments
Rosa Maria è stato il nostro più bel regalo di Natale. E' nata a dicembre. Un mese bellissimo. Ma è stata un'impresa, tra vacanze e uffici a metà servizio, portare tutte le pratiche a termine: dall'Agenzia delle Entrate (sì, è tra i primi assurdi adempimenti) al Comune, fino ad arrivare al Caf... una corsa contro il tempo. Ma ce l'abbiamo fatta. Anche perché tornare tra le mura di casa e trovare quel fagottino ripagava di mille ore in coda e di mille attese inutili agli sportelli.

martedì 2 agosto 2016

I piccoli rituali che fanno bene: fare colazione

14:45 0 Comments
Nel periodo in cui abbiamo atteso la nostra piccola Rosa Maria,  sono cambiate tante abitudini. E soprattutto, mi sono dovuto adeguare ai nuovi tempi e all'orologio biologico di Alessandra. Per chi mi conosce sa che sono un tipo molto indipendente e che amo fare colazione all'alba (nel senso letterale del termine). Eppure qualcosa si è cambiato. Noi abbiamo sperimentato comunque la possibilità di venirci incontro l'un l'altro cercando di costruire un ponte, un accordo... o compromesso, fate voi. Alessandra non ha, ad esempio, coltivato nel corso degli anni il rito della colazione. Per me colazione vuol dire uscire da casa al mattino, qualche minuto prima della frenesia cittadina, entrare in un bar e gustarmi un cornetto (al cioccolato) e un cappuccino. Non ho vizi particolari e questa è l'unica abitudine che dagli anni dell'università coltivo quasi ininterrottamente. Col tempo anche Alessandra mi ha seguito in questa abitudine. Lei preferisce dolci per colazione, biscotti o porzioni di torta. Il tutto accompagnato da succhi di frutta improbabili, almeno per molti bar panormiti. Avete presente dover chiedere un succo di mirtilli al signor Pino? 
Ad ogni modo, abbiamo trasformato il momento della colazione in una sorta di briefing.

sabato 30 luglio 2016

A proposito di corsi preparto: il gruppo WhatsApp

16:45 0 Comments
Karin, un'amica di Alessandra, in un commento lasciato al precedente post mi ha offerto, a sua insaputa, un assist. A proposito di corsi preparto, una realtà che merita di essere raccontata è WhatsApp e il famigerato gruppo delle ragazze

Sì, perché le future mamme che prendono parte al corso preparto, oltre a diventare buone amiche, creano quasi immediatamente un gruppo per rimanere in contatto. E fin qui nulla da dire. L'aspetto per certi versi inquietante è invece il flusso inarrestabile di messaggi che anima questo stesso gruppo. Personalmente non mi sono mai azzardato a chiedere ad Alessandra il numero di compagne di corso. Ma di certo la scrittura era continua. Alessandra aveva quasi trovato un impiego full time con WhatsApp. Credo che gli stessi ideatori di questo sistema di messaggistica avessero individuato il gruppo per effettuare gli stress test sul sistema informatico. Era un continuo rispondere ai dlon del telefonino con relativo aggiornamento anche fotografico. Io ho sempre simulato di conoscere tutti i nomi delle ragazze del corso preparto. Questo mi consentiva con un semplice cenno del capo e teneri sorrisi di accogliere tutti gli aggiornamenti delle altre gravidanze che Alessandra mi raccontava: dall'avanzamento della gestazione ai regali ricevuti in vista della nascita. 

L'aspetto inquietante era poi la notte.

I diecimila corsi preparto
e i vantaggi del tutto gratis

13:46 0 Comments

Un esercizio di virtù dei papà è legato alla partecipazione ai famigerati corsi preparto. Sono, in alcuni casi, delle vere e proprie sedute terapeutiche dove ci si ritrova, future mamme e futuri papà, davanti ad uno o più specialisti per affrontare i delicatissimi temi della gravidanza ma soprattutto del post parto

Ci sono due tipi di corsi:

  • Istituzionali, così amo definirli
  • Promozionali

venerdì 29 luglio 2016

L'immagine che dà un senso di completezza

10:27 0 Comments
Parlare di famiglia è diventato desueto e anche un po' reazionario. I concetti antropologici si mischiano, in un crescente caos, a isterie di massa. L'affermazione femminile sempre più di rado passa dalla dimensione della maternità. Ecco, in un momento storico dove ogni cosa è relativa e bisogna saper professare tutto per non offendere nessuno, mi sono accorto di quanto sia straordinaria e innovativa una vita poggiata su valori tradizionali
Osservo spesso Alessandra e la sua costante amorevolezza nei confronti di Rosa Maria. I momenti di stress ci sono. Ma lei è sempre lì pronta a correre in suo soccorso, a sostenerla nelle cadute, a vederla crescere stando al suo fianco. Senza mai prevaricare, senza mai imporre concetti o parole. Senza mai stancarsi.
Ritengo tutto questo un dono per un uomo che ha il dovere di mostrare la massima dedizione alla sua compagna di vita.

martedì 26 luglio 2016

Prima ecografia, quello che prova un papà

16:36 0 Comments
Dopo avere appreso del concepimento, con Alessandra ci siamo messi a discutere su chi avrebbe seguito questo percorso di crescita e in quale struttura partorire. Insomma chiacchierate piacevoli ma anche piene di insidie. Vedi, ad esempio, l'indefinito dibattito "clinica vs ospedale", "parto cesareo vs parto naturale". Ma di questi argomenti parlerò in seguito. Intanto rimaniamo al tema del post. La prima ecografia

Il momento è stato davvero straordinario. Un po' meno il tenore della prima visita in cui questa ecografia era inserita. Sì, perché il primo incontro con il ginecologo è stato decisamente traumatico. Tra costi esorbitanti e libera/obbligatoria mancia alla segretaria, ho davvero temuto un tracollo finanziario nel giro di qualche mese. Per fortuna dopo il primo incontro abbiamo deciso di optare per un'altra struttura e un altro ginecologo.

Badate bene, papà: il ginecologo è una scelta importante. Per il bambino, per la mamma ma anche per noi papà. Sì, perché in fondo il ginecologo diventa una sorta di psicologo in grado di fare rientrare gli stati d'ansia di vostra moglie, di normalizzare situazioni che normali lo sono già e rendere così la gravidanza un percorso piacevole. Se malauguratamente il ginecologo non è in grado di empatizzare con vostra moglie: meglio riflettere sull'opportunità di cambiare. Dovrete subire il doppio delle isterie, della rabbia e delle insoddisfazioni. 

lunedì 25 luglio 2016

Simpatica guida per immagini per aspiranti papà

19:57 0 Comments


Ci sono istruzioni più o meno utili. Sicuramente tutto può sembrare surreale ma ogni papà sa bene quanto di vero possa celarsi in queste immagini. Una carrellata davvero simpatica che si può consultare su un particolare manuale di istruzioni su come prendersi cura del proprio cucciolo. 


In questo libro, in vendita su Amazon, ci sono delle esilaranti vignette con le paure più ricorrenti dei neogenitori. Insomma si impara il mestiere più difficile del mondo... sorridendo

Potete sfogliare la gallery 

Il nostro canale YouTube

13:30 0 Comments
Abbiamo sistemato tutto per bene. Ci stiamo preparando con le luci e gli ultimi accorgimenti. E saremo presto on line anche con il nostro canale YouTube Papatumpete. Un'avventura che ci diverte tanto. Sarà un canale pensato sia per i genitori che per i più piccini. Cercheremo di raccontare nel migliore modo possibile l'universo che ruota attorno ad una famiglia: dai viaggi ai giocattoli, dai consigli culinari a quelli ludici.

Per rimanere aggiornati sull'inserimento di nuovi filmati basta iscriversi al canale

https://www.youtube.com/c/papatumpete


sabato 23 luglio 2016

Marito e futuro papà, come gestire la gravidanza/1

11:59 0 Comments

Anche se spesso le cronache in famiglia ci mettono in secondo piano, e in parte a ragione, c'è da dire che la nostra figura è fondamentale nel corso della gravidanza. Parliamo del marito - futuro papà. Ci ritroviamo in pochi istanti a dover ricoprire ruoli diversi, dall'ambito professionale a quello strutturale. Mi spiego meglio. 
Quando comincia questo straordinario periodo della gravidanza diventiamo il punto di riferimento per isterie, rabbia e richieste surreali. Dobbiamo essere in grado di adattarci a repentini cambi d'umore, così come di temperatura. Noi dobbiamo sempre essere lì pronti. Anche quando avremmo voglia di scendere da casa e accomodarci sulla prima panchina disponibile. Non lo facciamo perché amiamo la donna che abbiamo accanto e quella vita che sta per nascere. 
Intanto alcuni consigli utili alla luce della mia esperienza:

venerdì 22 luglio 2016

A modo tuo, quando una canzone segna... le lacrime

12:12 0 Comments

Ci sono canzoni che entrano nel nostro quotidiano. Ed è come se in quella musica e in quelle parole ci fosse il nostro pensiero. Espresso nel modo migliore. Quelle canzoni entrano di diritto nella nostra vita diventando la colonna sonora di un certo periodo. Per me e Alessandra la canzone che ha segnato i primi giorni di vita della piccola Rosa Maria è stata "A modo tuo", una canzone scritta da Ligabue e cantata da Elisa. Colonna sonora più tempestiva non potevamo trovare. Il videoclip e il singolo sono stati trasmessi un mese prima della sua nascita. 

C'è un'immagine che penso conserverò per sempre. Alla radio questa canzone, io alla guida. Nel sedile posteriore, il volto di Alessandra attraversato da lacrime silenziose. Lei chinata con lo sguardo su Rosa Maria ed io a ruminare quelle parole. Quei passaggi che, da genitore, non possono

giovedì 21 luglio 2016

Una credenza popolare: le voglie

18:07 0 Comments

E' uno dei primi argomenti che viene tirato fuori durante i pranzi in famiglia. Anche prima di quello relativo al sesso del nascituro. Sì, perché alle "voglie" bisogna stare molto attenti.  E' una delle prime preoccupazioni di nonne e zie: bisogna tenerne conto per evitare guai e situazioni che potrebbero esporre anche il bambino. 

Come ha scritto anche l'antropologo e storico Giuseppe Pitrè
E' domma (dogma) di fede popolare che quando la gravida ha voglia di qualche cosa e non l'ottiene corre il pericolo di imprimere nel feto l'immagine dell'oggetto desiderato (lo spinno, in siciliano). Questo ultimo fatto avviene particolarmente quando la donna che ha voglia si tocca in alcune parti del corpo. Il neo materno (lu disiu) si forma nel feto sul punto corrispondente al punto toccato dalla madre.

Ecco immaginate adesso quali fantasie mi sono frullate per la testa non appena ho compreso questo dogma: la mia mogliettina ha sviluppato

mercoledì 20 luglio 2016

Fare figli con la crisi? La svolta /1

21:07 2 Comments

Mi sono sentito dire spesso: "Figli oggi non se ne possono fare. E' da irresponsabili". Sì, insomma: che futuro dai a tuo figlio visto che non gli puoi assicurare nulla. Sono stato diverso tempo a riflettere su queste parole. Non ho mai dato nulla per scontato. E ho sempre pensato che qualcosa di buono si può prendere da tutto. Eppure questo ragionamento assai diffuso non filava, almeno per me. 

Sono un giornalista precario. Come tanti della mia generazione, sconosco il significato di posto a tempo indeterminato. Vivo la professione da freelance, tra mille espedienti. Eppure mi sono sposato ed è un'esperienza straordinaria che scopro giorno dopo giorno.

VIDEO. Quello spot che piace al di là del prodotto

20:41 0 Comments


E' bene dire immediatamente che non ho ricevuto un centesimo da Coca Cola. Bevanda che tra l'altro non sono solito bere (preferisco i succhi di frutta, meglio ancora se naturali). 
Condivido su Papatumpete una pubblicità perché veicola un messaggio oggi - decisamente - in controtendenza. In molti spot si parla di edonismo e sensualità, libertà e bellezza (quale?). In questo spot che trovate di seguito

Così abbiamo scoperto di aspettare una nuova vita

10:47 0 Comments

Di buon mattino abbiamo scoperto che era in arrivo una nuova vita nella nostra famiglia. Sono un tipo mattiniero. E già dalle sei mi muovo casa casa. Che faccio? Amo leggere i giornali, qualche pagina di un buon libro tra i diecimila poggiati sul comodino e fare colazione al bar (ho una mappa dei bar mattinieri). 
Quella fatidica giornata, mi ero svegliato con una canzoncina per la testa e avevo deciso di dare, proprio su quelle note, il buongiorno a mia moglie, vittima nolente delle mie vessazioni musicali. La canzone era "Silvano" di Jannacci

Di tutto mi ero accorto tranne che sul suo comodino era poggiato un test di gravidanza. Alessandra svincolandosi elegantemente dal mio abbraccio andava dritta in bagno. Io, dal canto mio, continuavo ad ascoltare "Silvano" (con buona pace dei vicini), accennando anche un simpatico balletto. Pochi minuti dopo vedo Alessandra, davanti alla porta della camera da letto, con qualcosa che teneva tra le mani ad altezza bocca. La voce tremula: "Giovanni...". Non vi nascondo che tutto potevo immaginare tranne che ad un test di gravidanza. Per via della luce fioca pensavo si trattasse di un termometro. "Hai la febbre?!". "Ma no! Aspettiamo un bambino". 

Non avevamo programmato nulla.

martedì 19 luglio 2016

Quando il gioco all'inizio si fa duro

09:43 0 Comments
La prima dimensione che colora le giornate di una famiglia in dolce attesa, oltre a tutte le responsabilità legate alla paternità, è il gioco.
Per chi, come me, non è mai cresciuto è uno splendido ritorno...
Nel periodo che precede la nascita, quando non si hanno ancora certezze sul sesso del nascituro, si comincia ad immaginare la stanzetta, i giocattoli... chissà che passioni avrà, come gli piacerà divertirsi.
Purtroppo, prima di ogni gioco, occorre pensare a cestone, fasciatoio, culla. E comincia così un giro devastante da un negozio all'altro alla ricerca dell'offerta migliore.
Due le scuole di pensiero:

lunedì 18 luglio 2016

Il primo post non si scorda mai

23:23 4 Comments


Ed eccoci qua. Comincio a scrivere alle 23.13 di lunedì 18 luglio 2016 questo diario virtuale. Il primo di una serie di post (così si spera) che, se blogspot lo permetterà, lascerò in eredità a mia figlia. Qui appunterò tutte le vicende, più o meno comiche, che hanno segnato l'attesa, la nascita e la crescita della mia piccola Rosa Maria. 

Presenza costante di questi racconti sarà mia moglie Alessandra. Grazie a lei sono riuscito ad apprezzare tantissime cose. Specialmente durante il periodo dell'allattamento al seno. Capisci solo in quel momento che la diversità può avere anche notevoli vantaggi

Sin da ora invito altri genitori a collaborare con PAPATUMPETE. Sarà piacevole ospitare qualche vostra storia o esperienza per fare crescere questa piccola community di apprendisti papà siculi

A proposito, che vuol dire PAPATUMPETE?