.

Follow Us @giovannivillino

mercoledì 25 luglio 2018

E siamo arrivati a quota quaranta


Manca davvero poco. Meno di un mese all'arrivo di Matilde. E siamo in trepidante attesa. Rosa Maria ha instaurato da mesi un rapporto di filiale affetto con la pancia di Alessandra e con il suo contenuto. Lo scambio di effusioni è continuo e fa ben sperare. Adesso ci tocca aspettare di sapere la data del parto per cominciare a programmare una serie di cose.
Intanto ieri ho compiuto... 40 anni. Eh sì, ho varcato la temibile soglia degli "anta" e mi sono ritrovato a combattere con l'idea di sentirmi un po' più adulto. Difficile immaginare chi ne uscirà vincitore da questa lotta: la realtà o i miei sogni? Alle volte coincidono, è vero... ma per adesso sono felice.
Felice, prima di ogni cosa, di avere accanto una moglie straordinaria, la mia Alessandra. Le persone a me più care sanno che so essere tanto allegro e di compagnia quanto fastidiosamente "rummuliusu". Il siciliano alle volte è una lingua intraducibile. Rummuliarsi significa lamentarsi. Ma in realtà il senso pieno lo si coglie se si pensa che questa è una parola onomatopeica. Ecco allora che il lamento assume anche un suono... (mumble, mumble)
Bene, ieri mia moglie è stata una eroina. E' stata vittima del mio rummuliamento post festa e ha superato tutto con coraggio. Io l'ammiro davvero tanto. Anche perché con uno come me è davvero difficile stare. Perché difficile è il mio carattere. Non credo all'oroscopo, ma penso che in qualche modo le stelle per capacità di attrazione gravitazionale siano in grado di determinare qualche aspetto del nostro carattere. E così posso dire che per molti versi sono un Leone doc.
Così la mia irruenza e il mio voler essere al centro delle attenzioni cosmiche comporta gravi tempeste emotive che sfociano in continui rummuliamenti.
Detto questo, non vi nascondo che nel percorso di avvicinamento alla nascita di Matilde mi assalgono mille dubbi. Mi chiedo spesso, vista la precarietà della mia professione, se sarò in grado di garantire sempre un pasto e un tetto alla mia famiglia...
Ogni tanto la notte, quando non riesco a prendere sonno e sono assalito da mille pensieri, esco fuori in balcone.
Ho una vista bellissima su Monte Pellegrino. Mi sembra di avvertire la città che dorme. Tutto avvolto da una tenerezza infinita. Mi giro poi verso la stanza da letto e osservo Alessandra e Rosa Maria.
E' difficile da spiegare, ma mi rendo conto che la mia ricchezza sono loro. Perché siamo uniti, anche nelle difficoltà. E tutte le cose più importanti le abbiamo. Perché sono anche le cose che non si pagano. E' l'amore e la dedizione reciproca, sono le migliaia di abbracci e baci che ci scambiamo. E' l'esserci sempre, tutti per uno e uno per tutti.
E poi confido sempre in Dio e nella sua immensa provvidenza. Ad oggi non siamo stati mai abbandonati dalla sua benevolenza. E un adagio che ci accompagna è "aiutati che Dio ti aiuta". Mai con le mani in mano... insomma.
Scusate lo sproloquio ma a quarant'anni le cose cambiano. E se ci sono refusi o errori abbiate di me pietà. Ho scritto questo post di fretta e furia perché volevo dire in qualche modo grazie. E l'ho fatto intanto con la scrittura.

2 commenti:

  1. Auguri Giovanni. Ci conosciamo da tempo ma non sapevo di queste tue belle realtà. Bravo.
    E scusa per il ritardo negli auguri

    RispondiElimina