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martedì 18 settembre 2018

La piccola cronista, la cantante rock e il gattino

Il nostro percorso mattutino in fila "quasi" indiana
Le nostre piccole crescono a vista d'occhio. Dall'ultimo post sono successe un bel po' di cose. Nulla di particolarmente rilevante, ad essere sinceri. Ma è proprio quella routine che mi piace ricordare e che, alle volte, penso sia necessario appuntare. Sono giorni e momenti che rischiano di andare a finire nel dimenticatoio ma che in realtà sono i principali responsabili delle nostre emozioni. Emozioni, che è sempre bene ricordare, si nutrono proprio di ogni momento, anche di quelli banali. Visto l'avanzare incessante della mia età e la distanza siderale che mi separa dai livelli di memoria di Pico della Mirandola,  ho pensato che è opportuno camminare con un blocknotes tra le mani per appuntare tutto. Tra casa e lavoro c'è sempre molto da fare. La professione giornalistica mi spinge ad una entropia irreversibile. Ad uno stato di confusione, che in soggetti già ben predisposti come me al caos, è il massimo (santa donna la cara mogliettina, lo so).  Vista poi la condizione della mia Ram interiore (credo di disporre di circa 256 MB), penso che il supporto cartaceo sia il miglior modo per ricordarmi le cose più interessanti. Tra queste, ad esempio, ci sono i discorsi di Rosa Maria. Alle volte sono interminabili... nel senso che non trovano una fine. In ogni caso sono degni di un libro. Soprattutto le sue riflessioni... nascono in un modo così naturale che sono disarmanti. Impossibile alle volte confutare le sue teorie. Mi affascinano troppo. Nel cast della pazza famiglia Villino, c'è poi anche Matilde. Lei, a differenza della sorella maggiore, sta mettendo a frutto nei primi giorni tutto il meglio delle sue corde vocali. E soprattutto sta prosciugando Alessandra. Ormai abbiamo perso il conto del numero di poppate. Ma andiamo con ordine. 

Rosa Maria, come già scritto, è tornata a scuola. Felice di rivedere i compagni. In particolare un compagnetto di classe è ormai al centro dei suoi racconti. Con Alessandra ci alterniamo nell'andare a lasciare e prendere Rosa Maria. Nel tragitto da casa a scuola e da scuola a casa, una parte delle discussioni ruota attorno a questo compagnetto (ormai ci ho fatto l'abitudine, soffro in silenzio). Il resto sono vere e proprie cronache di quanto accade in classe. Ci riporta per filo e per segno fatti e misfatti di ogni suo compagno di scuola: le cadute, il cibo buttato per terra, la spinta, le urla... una cronista, insomma. E questo lo riscontriamo anche quando siamo fuori casa. Diversi gli episodi. Uno sabato scorso. Eravamo da una coppia di nostri carissimi amici (che presto coinvolgeremo nei cortometraggi di Papatumpete). Anche loro due figli. Si aggiunge all'allegra compagnia un'altra coppia, sempre con figli al seguito. Potete immaginare il gioco sfrenato... Nostra figlia ha fatto, per buona parte della serata, la spola tra la cameretta con i giochi e il tavolo in sala da pranzo. Il motivo? Riferire ai rispettivi genitori tutti i fatti e i misfatti che si stavano consumando nella camera dei giochi, aggiungendo al bisogno anche qualche invenzione che dà quel tocco adorabilmente naif al tutto.

Matilde, invece, sembra essere stata assoldata dall'Associazione mondiale di cardiologia. Vi spiego meglio. Immaginate di trovarvi nel cuore della notte seduti in mezzo al letto. Siete in dormiveglia perché vostra figlia ha appena pianto per la poppata, la numero 3.478 della giornata. Vostra moglie che la deve allattare al seno (una fortuna per i mariti che non devono andare in cucina a riscaldare il latte) la prende tra le braccia. Comincia l'allattamento. Ad un certo punto, proprio quando siete intenti a tornare supini, vostra figlia si affoga. Nella penombra il suo volto sembra assumere colori rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra... E sul blu tenebra puntualmente sono io ad andare in coma cardiorespiratorio

Sul blu tenebra vado in coma cardiocircolatorio...
Mia moglie la prende, le batte le spalle... lei ansima. Io pure. Ad un certo punto lei piange. Io pure. Torna al seno della mamma... io svengo. Credetemi, si può diventare papà mille volte ma le paure sono sempre le stesse. Altra peculiarità di Matilde è il pianto. Rispetto alla sorella che dosava il pianto con molta parsimonia, lei lo dispensa con grande passione. Nessuno può rimanere indifferente. Ha un livello in termini di volume incredibile. Si riesce a far sentire a centinaia di metri di distanza. Poi come ogni buon neonato è dotato di sensore mamma. Ad ogni allontanamento corrisponde un pianto forte e continuo. E, credetemi, alle volte manco We shall overcome ci può... Alle volte penso che nel suo futuro ci sarà sicuramente la musica e il canto. Alle volte ho l'impressione provi anche a modulare quel pianto. Vedremo... e sentiremo, soprattutto. Matilde è comunque una bimba adorabile che amo con sempre maggiore intensità.  Ci avviciniamo al primo mese... e più la guardo più penso che i figli siano un vero miracolo. A partire dal fatto che ti rendi conto di come sia possibile dividere l'Amore, quello vero. Quando ero piccolo pensavo che la risposta dei miei genitori su chi volessero bene di più tra me e mio fratello fosse solo una bugia. Non si possono volere due persone allo stesso modo, replicavo. Io mi sentivo quello più amato. In realtà oggi mi rendo conto che le cose stanno diversamente. I figli si amano allo stesso modo. Siamo di fronte ad un amore con l'A maiuscola. Quello fatto di donazione e dedizione totale. Senza differenze. Loro sono parte di me. Anzi sono entrambe il mio cuore che mi cammina davanti... :-)

Il micio durante la diretta su Tgs
Ps. Rosa Maria ha imparato a mettermi in tasca pupazzi, fermacapelli, pettini per bambole... di tutto e di più. Alle volte mi avvisa e mi raccomanda: "Per favore papà tienilo per ricordarti di me". Altre volte va silenziosa in camera da letto e sistema il tutto in tasca a mia insaputa. Quando mi va bene non c'è il temibilissimo pongo. Ultimo lascito domenica sera. Mi trovavo in studio per la diretta di Tgs Studio Stadio. Metto le mani in tasca e trovo un delizioso gattino. Gli sguardi più attenti hanno notato che per il resto della serata quel gattino è rimasto sulla mia carpetta. Non sono scaramantico o superstizioso. Tuttavia mi ha fatto sorridere il fatto che all'arrivo del micetto il Palermo ha segnato per ben due volte. Vedremo cosa accadrà sabato... altra partita, altra trasmissione.


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