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mercoledì 10 ottobre 2018

A Casa Villino la notte sembra giorno... e intanto saltello

19:23 0 Comments
Con Rosa Maria abbiamo sperimentato il brucomela al Giardino Inglese
 Cari amici di Papatumpete,
eccomi qui per aggiornare il mio diario di apprendista papà.  A Casa Villino la notte sembra giorno. Ma non viceversa. La nostra piccola Matilde Maria fa i conti con le colichette. E accanto a lei c'è la superwoman Alessandra. Anche in questa occasione non posso che fare le mie più sincere congratulazioni per la sua resistenza. Sì, perché Matilde, contrariamente a Rosa Maria, per frenare il suo pianto ha bisogno, oltre che delle poppate, anche di passeggiate notturne. Lunghe, lunghissime passeggiate su e giù per il corridoio.  E, quindi, per fare il ruttino o far passare le coliche, c'è solo un rimedio... la passeggiatina. Una faticaccia se immaginate di dover lasciare il letto nel cuore della notte... In ogni caso, un traguardo lo abbiamo raggiunto: Alessandra conosce ormai a memoria la programmazione televisiva del digitale terrestre da mezzanotte fino alle sei del mattino. Quest'ultimo, le sei, è l'orario in cui magicamente entrambe, Matilde e Alessandra, sprofondano nel sonno, per sfinimentoLa piccola e grande Rosa Maria, dal canto suo, ha ereditato dal padre l'udito selettivo. Io tendenzialmente non sento immediatamente il pianto di Matilde. A volte non sento manco quello di Alessandra... E la stessa cosa vale per Rosa Maria. Potrebbe esplodere tutto attorno a lei... ma lei rimane, con il suo visino angelico, a dormire candidamente. Nulla la turba. Neanche una variazione della mimica facciale per le urla di Matilde. Rumori, pianti, chiacchierate notturne, lei è lì che dorme.  Tuttavia non fa mancare il suo apporto alla veglia "all night long". Si inserisce a gamba tesa nella pausa di pianto di Matilde, per chiedere: IL LATTE, IL LATTE, IL LATTE... 

Per farvi meglio comprendere lo stato del sonno a Casa Villino vi mostro una cosa carina. Per i miei 40 anni mi è stato regalato uno smartwatch. Tra le funzioni più curiose c'è il monitoraggio del sonno e delle sue fasi. Secondo il grafico che elabora al risveglio, vengono evidenziati i momenti di veglia, la fase Rem, il sonno leggero e quello profondo. E' facile accorgersi quanti siano e in modo frastagliato durante la notte i risvegli di... compassione. Sono le parti in rosso. Quelle in cui avverto movimento. Sento Alessandra prendere la bimba in braccio, la vedo scendere dal letto. Avverto il pianto, i passi lungo il corridoio, l'accensione della tv... e poi, me nolente, cado in uno stato di estasi... ripiombando in una parvenza di sonno. Il sonno, quello bello, lo faccio mediamente dalle ventidue a mezzanotte. #Centoventiminuti di goduria.


Certo è che, se mettessimo a confronto quello mio e quello di Ale... non ci sarebbe gara. Una lunga e ininterrotta linea rossa seguirebbe parallelamente l'asse con gli orari. Quindi, come si dice, piango con un solo occhio.  E mi godo quei momenti di sonno e sogno. 
Il "gioco del saltello" per il compleanno di Costanza è stata la principale attrazione
Ma andando anche a note più giocose... vi posso raccontare che Rosa Maria ama saltellare. Saltella sul letto, sul tappeto, in ascensore, sul passeggino... su qualsiasi superficie Rosa Maria saltella. Saltella quando balla e quando racconta episodi in modo divertito, quando gioca e quando corre. Questa cosa mi fa davvero impazzire perché mi rivedo tantissimo. Quando ero piccolo non stavo mai fermo. Saltellavo anch'io di continuo. E ricordo che una volta ci fu una insegnante che disse a mia madre che ero ipercinetico. Insomma la mia vivacità era preoccupante. Non riuscivo a stare fermo in classe (anche perché non volevo stare in classe), facevo domande...  In verità, saltellare mi divertiva un sacco. Mi dava quel senso di libertà... ma celava anche un tentativo: quello di provare a volare. Sì, perché diciamocelo chiaramente, ho sempre pensato che l'uomo possa essere in grado di librarsi per aria. Si tratta solo di attendere che l'essere umano prenda coscienza di certe dimensioni quantistiche... 
Mi prenderete per pazzo, lo so. Ma sin da quando ero piccolo ho sognato di volare. In ogni senso. Anche i miei sogni (quelli ad occhi chiusi), che meriterebbero un blog a parte, mi vedono spesso in volo che osservo dall'alto situazioni o luoghi. Ci sono anche quelli in cui mi muovo da un punto all'altro volando.  Un sogno assai ricorrente che ad oggi mi dà un senso di compiutezza. Quando volo nei sogni sono felice.


Detto questo torno al mio ipercinetico lavoro. Vi ringrazio anche per le visite che regalate a questo mio blog. Sono cresciute tantissimo nell'ultimo periodo. E il merito è di tutta la mia folle famigliola, fonte inesauribile di ispirazione :-)

mercoledì 3 ottobre 2018

Omicidio stradale, condannati i genitori. L'importanza del seggiolino

15:56 0 Comments
Tutte le fasi di controllo preliminari alla partenza sono importanti
Andare a spasso con la propria auto è bello. Viaggiare in lungo e in largo per la Sicilia è fantastico. Un'esperienza che solo chi è isolano può comprendere a pieno: ci sono scorci suggestivi, paesaggi che altrove si sognano. A noi basta fare poche centinaia di chilometri per vedere luoghi diametralmente opposti per clima e paesaggio. Ma anche muoversi in città a bordo della propria macchinina può essere piacevole. Grazie al traffico hai la possibilità di conoscere intere discografie (vediamoci il lato bello). Oggi, tuttavia, quando dobbiamo metterci al volante con tutta la famiglia al seguito un brivido di freddo corre lungo la schiena. Specialmente se i nostri cuccioli si muovono ancora su passeggino o cestone. Prima della partenza ci sono in media cinque-otto minuti di preparazione. Si deve mettere tutto a posto. E tutto è a posto quando abbiamo messo i nostri piccolini al sicuro. Seggiolino, cestone, cinture di sicurezza, blocca porte...

Questa mattina ero di turno in radio. Migliaia di notizie corrono sul display. Ma una in particolare mi ha colpito. Una notizia che fa assai rabbia oltre che tanto pensare. Un padre e una madre hanno patteggiato una pena a un anno e quattro mesi: l'accusa è di omicidio stradale in relazione alla morte delle loro bambina. La piccola non aveva nemmeno un anno e mezzo quando morì proprio a causa di un incidente.
I genitori, così come scrive La Provincia di Como (qui il link), non avrebbero assicurato la bimba al seggiolino di sicurezza. La piccola, così come riporta un'agenzia di stampa, viaggiava in braccio alla madre sul sedile anteriore.
L'incidente è stato causato da un ragazzo. Questo guidava con un tasso alcolico superiore a quello consentito per legge. Il ragazzo è stato condannato per omicidio stradale a sedici mesi

Purtroppo sono notizie brutte. Ma è sempre un bene leggerle e diffonderle. Perché noi genitori abbiamo sempre tanto da imparare. E nessuno, come si dice a queste latitudini, "nasce insegnato". Quante volte, quando il nostro piccolo piange, lo sganciamo e lo prendiamo tra le braccia mentre l'auto è in movimento? Quante volte assecondiamo i capricci dei figlioletti per non sentirli urlare? Ripetiamo a noi stessi: vabbene, sono pochi metri... 

Eppure il buonsenso deve prevalere. Non dobbiamo lasciarci andare a soluzioni di comodo. Accostiamo se il pianto è disperato, oppure cantiamo per distrarre i nostri piccoli. Oppure come facciamo io e mia moglie ripetiamo pedissequamente le lamentele di Rosa Maria. Prima imitiamo il  suo pianto. A questo punto lei rimane spaesata dal nostro modo di fare. Passa quindi alle domande. Per esempio: perché piangete? E noi lì a ripeterle... "Perché piangete?".  Finché la distrazione trionfa e noi prendiamo in mano la situazione introducendo temi di discussione alla sua portata.
Detto questo, mi permetto di ribadire alcune raccomandazioni già oggetto di un post ad hoc (qui il link):
  1. Spendete qualcosina in più. Non accontentavi della prima soluzione/occasione. Pensate che ne va della vita di vostro figlio/a. Sì, perché per quanto voi possiate essere piloti esperti ci sarà sempre un cretino che vi tamponerà. Un buon seggiolino costa ma costituisce per voi una tripla garanzia: sicurezza, comodità del vostro piccolo e - soprattutto - maggiore possibilità che il vostro mini passeggero non si lamenti durante il viaggio. Oggi ci sono modelli davvero ben fatti. Mi raccomando, se la vostra auto ne è dotata, orientatevi verso il modello con aggancio Isofix. Parliamo di un sistema internazionale standardizzato di ancoraggio all’auto del seggiolino per bambini. Cosa cambia essenzialmente rispetto a quello che si aggancia con le cinture di sicurezza? Prima di tutto è più stabile perché si aggancia direttamente al sedile dell'auto. Dopo di ciò possiamo dire senza ombra di dubbio che è più facile e veloce da montare.
  2. Controllate prima di mettervi al volante che il vostro piccolino o la vostra piccolina non abbia fatto pupù o non sia in procinto di voler fare pipì. Una volta la nostra piccola col pianto non chiedeva altro che essere cambiata...
  3. Se dovete fare un lungo viaggio, valutate dove il sole batterà con maggiore insistenza. Munitevi di tendine parasole, li trovate in offerta nei grandi magazzini anche a 1 euro. Qualcuno suggerisce  quelle con i personaggi dei cartoon. Spesa cara e inutile. La creaturina sarà sorpresa per i primi 30 secondi. Dopo di ciò si infastidirà di vedere in controluce quelle forme. Meglio il paesaggio che scorre...
Come equipaggiare l'auto:
  • Un giocattolo è per sempre. Abbiamo dotato lo spazio sotto seggiolino (quello in cui solitamente poggiamo i piedi) di un vasto assortimento di giochini, libri, bambole e vecchi residuati bellici. In caso di necessità peschiamo da lì sotto e portiamo alla luce questi reperti. Lei si sorprende quasi sempre. Ha il ricordo dei giochi e resta affascinata. Almeno per i primi dieci minuti. Puntualmente poi chiede alla mamma di essere liberata. E lì si passa al secondo sorteggio del gioco nascosto. E così via. Fino al tappetino.
  • La musica è meglio del silenzio. Rosa Maria ama ascoltare canzoni e opere. Ho scoperto che oltre alla classica, che balla come una dervishi rotante, ha una predilezione per la musica folkloristica siciliana e per la dance anni Novanta. Ecco basta lasciarsi andare al ritmo degli Snap per fare qualche altro chilometro in santa pace. Ovviamente dopo un poco scatta l'esigenza del silenzio. "Basta musica". Una pausa di un paio di minuti e si riprende.