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sabato 29 ottobre 2016

Zichichi, i superconduttori e mia figlia

09:42 0 Comments
Il giorno prima della nascita di Rosa Maria ho sentito telefonicamente, per motivi di lavoro, il grande Antonino Zichichi. Un'intervista su una scoperta interessante nell'ambito della superconduttività e di cui al momento non conosco i reali sviluppi. Un dialogo davvero interessante, specialmente per chi, come me, appasionato di determinati argomenti ma con alle spalle solo studi di filosofia, si diverte a voler comprendere l'insondabile.
In quei giorni la frenesia legata al parto era tanta. E quindi non mi trattenevo a lungo né in redazione, né al telefono. Non si sapeva con certezza quando la nostra piccola meraviglia sarebbe nata. Eppure quel dialogo con Zichichi, lui a Ginevra e io a Palermo, lo ricordo ancora con piacere. Mi affascinava il fatto che la nostra piccola Rosa Maria potesse nascere nel giorno di una grande scoperta scientifica o di un evento epocale. Poi, in realtà, mi sono accorto che quando è venuta alla luce, il grande evento di quel giorno è stata proprio la sua nascita. So di sembrare molto mieloso, ma più avanzano i giorni, i mesi e, fra poco potremo dire, anche gli anni, più mi rendo conto di come la paternità cambi in modo rivoluzionario anche la vita di un uomo. Un evento spesso relegato a certe dinamiche e stereotipi femminili, attiva, invece, nei maschietti dei collegamenti che rendono viva la dimensione "famiglia". E' come se la nascita di una nuova vita diventasse il collante di alcune sinapsi, sino a quel momento, inattive tra loro. E per tornare all'intervista fatta a Zichichi, la nascita di Rosa Maria è stato ciò che ha garantito immediatamente la trasmissione di grandi quantitativi di energia senza farmi perdere nulla strada facendo. Un fatto straordinario e rivoluzionario. Almeno per la mia vita. E da allora tante cose sono cambiate. Buon fine settimana.

venerdì 7 ottobre 2016

Il doudou e le avventure notturne con Peppa Pig

13:37 5 Comments
Si scrive doudou ma si legge Dudu. E' stato uno dei primi oggetti che abbiamo acquistato con Alessandra durante il periodo della dolce attesa. Di cosa si tratta? E' una sorta di peluche "primordiale". C'è la testa e poi una copertina che fa da corpo. Insomma, ci vuole un po' di fantasia a capire la forma. Questo peluche viene tenuto dalla futura mamma durante la gravidanza per impregnarlo con il suo odore. Sì perché il doudou dovrà essere poi posizionato nella culla accanto al bebè e dovrebbe avere l'effetto di calmare il neonato. E' un'usanza francese (molto remunerativa per le case di produzione) che è stata importata velocemente anche in Italia: rappresenta il legame con la famiglia e la propria casa.
Insomma una cosa anche bella che però non esclude un certo stupore nei papà. Come in me, ad esempio, che un giorno ho visto Alessandra con questo peluche tra le braccia. Una cosa abbastanza curiosa. Capivo che ci sarebbero stati sbalzi di umore e tempeste ormonali ma una regressione al peluche la escludevo. Ovviamente dopo tanta dedizione e dopo i primi mesi di affabile attaccamento, nostra figlia crescendo non ha più calcolato 'sto pupazzo. In compenso per farle sentire meglio l'odore di mamma ha deciso di dormire con noi, nel lettone. Ma non solo lei. Anche Doudou e altri 223 peluche. Tendenzialmente Rosa Maria preferisce dormire spalmata sulle mie spalle. Questo comporta un mio progressivo spostamento verso il bordo. Vista la mia stazza, ritengo anche di avere sfidato un paio di leggi della fisica. Quasi 3/4 del mio corpo sporgono al di là del materasso. Alle volte mi sostengo con una gamba poggiata sul pavimento, altre volte prego. 

martedì 2 agosto 2016

I piccoli rituali che fanno bene: fare colazione

14:45 0 Comments
Nel periodo in cui abbiamo atteso la nostra piccola Rosa Maria,  sono cambiate tante abitudini. E soprattutto, mi sono dovuto adeguare ai nuovi tempi e all'orologio biologico di Alessandra. Per chi mi conosce sa che sono un tipo molto indipendente e che amo fare colazione all'alba (nel senso letterale del termine). Eppure qualcosa si è cambiato. Noi abbiamo sperimentato comunque la possibilità di venirci incontro l'un l'altro cercando di costruire un ponte, un accordo... o compromesso, fate voi. Alessandra non ha, ad esempio, coltivato nel corso degli anni il rito della colazione. Per me colazione vuol dire uscire da casa al mattino, qualche minuto prima della frenesia cittadina, entrare in un bar e gustarmi un cornetto (al cioccolato) e un cappuccino. Non ho vizi particolari e questa è l'unica abitudine che dagli anni dell'università coltivo quasi ininterrottamente. Col tempo anche Alessandra mi ha seguito in questa abitudine. Lei preferisce dolci per colazione, biscotti o porzioni di torta. Il tutto accompagnato da succhi di frutta improbabili, almeno per molti bar panormiti. Avete presente dover chiedere un succo di mirtilli al signor Pino? 
Ad ogni modo, abbiamo trasformato il momento della colazione in una sorta di briefing.

sabato 30 luglio 2016

A proposito di corsi preparto: il gruppo WhatsApp

16:45 0 Comments
Karin, un'amica di Alessandra, in un commento lasciato al precedente post mi ha offerto, a sua insaputa, un assist. A proposito di corsi preparto, una realtà che merita di essere raccontata è WhatsApp e il famigerato gruppo delle ragazze

Sì, perché le future mamme che prendono parte al corso preparto, oltre a diventare buone amiche, creano quasi immediatamente un gruppo per rimanere in contatto. E fin qui nulla da dire. L'aspetto per certi versi inquietante è invece il flusso inarrestabile di messaggi che anima questo stesso gruppo. Personalmente non mi sono mai azzardato a chiedere ad Alessandra il numero di compagne di corso. Ma di certo la scrittura era continua. Alessandra aveva quasi trovato un impiego full time con WhatsApp. Credo che gli stessi ideatori di questo sistema di messaggistica avessero individuato il gruppo per effettuare gli stress test sul sistema informatico. Era un continuo rispondere ai dlon del telefonino con relativo aggiornamento anche fotografico. Io ho sempre simulato di conoscere tutti i nomi delle ragazze del corso preparto. Questo mi consentiva con un semplice cenno del capo e teneri sorrisi di accogliere tutti gli aggiornamenti delle altre gravidanze che Alessandra mi raccontava: dall'avanzamento della gestazione ai regali ricevuti in vista della nascita. 

L'aspetto inquietante era poi la notte.

I diecimila corsi preparto
e i vantaggi del tutto gratis

13:46 0 Comments

Un esercizio di virtù dei papà è legato alla partecipazione ai famigerati corsi preparto. Sono, in alcuni casi, delle vere e proprie sedute terapeutiche dove ci si ritrova, future mamme e futuri papà, davanti ad uno o più specialisti per affrontare i delicatissimi temi della gravidanza ma soprattutto del post parto

Ci sono due tipi di corsi:

  • Istituzionali, così amo definirli
  • Promozionali

martedì 26 luglio 2016

Prima ecografia, quello che prova un papà

16:36 0 Comments
Dopo avere appreso del concepimento, con Alessandra ci siamo messi a discutere su chi avrebbe seguito questo percorso di crescita e in quale struttura partorire. Insomma chiacchierate piacevoli ma anche piene di insidie. Vedi, ad esempio, l'indefinito dibattito "clinica vs ospedale", "parto cesareo vs parto naturale". Ma di questi argomenti parlerò in seguito. Intanto rimaniamo al tema del post. La prima ecografia

Il momento è stato davvero straordinario. Un po' meno il tenore della prima visita in cui questa ecografia era inserita. Sì, perché il primo incontro con il ginecologo è stato decisamente traumatico. Tra costi esorbitanti e libera/obbligatoria mancia alla segretaria, ho davvero temuto un tracollo finanziario nel giro di qualche mese. Per fortuna dopo il primo incontro abbiamo deciso di optare per un'altra struttura e un altro ginecologo.

Badate bene, papà: il ginecologo è una scelta importante. Per il bambino, per la mamma ma anche per noi papà. Sì, perché in fondo il ginecologo diventa una sorta di psicologo in grado di fare rientrare gli stati d'ansia di vostra moglie, di normalizzare situazioni che normali lo sono già e rendere così la gravidanza un percorso piacevole. Se malauguratamente il ginecologo non è in grado di empatizzare con vostra moglie: meglio riflettere sull'opportunità di cambiare. Dovrete subire il doppio delle isterie, della rabbia e delle insoddisfazioni. 

sabato 23 luglio 2016

Marito e futuro papà, come gestire la gravidanza/1

11:59 0 Comments

Anche se spesso le cronache in famiglia ci mettono in secondo piano, e in parte a ragione, c'è da dire che la nostra figura è fondamentale nel corso della gravidanza. Parliamo del marito - futuro papà. Ci ritroviamo in pochi istanti a dover ricoprire ruoli diversi, dall'ambito professionale a quello strutturale. Mi spiego meglio. 
Quando comincia questo straordinario periodo della gravidanza diventiamo il punto di riferimento per isterie, rabbia e richieste surreali. Dobbiamo essere in grado di adattarci a repentini cambi d'umore, così come di temperatura. Noi dobbiamo sempre essere lì pronti. Anche quando avremmo voglia di scendere da casa e accomodarci sulla prima panchina disponibile. Non lo facciamo perché amiamo la donna che abbiamo accanto e quella vita che sta per nascere. 
Intanto alcuni consigli utili alla luce della mia esperienza:

giovedì 21 luglio 2016

Una credenza popolare: le voglie

18:07 0 Comments

E' uno dei primi argomenti che viene tirato fuori durante i pranzi in famiglia. Anche prima di quello relativo al sesso del nascituro. Sì, perché alle "voglie" bisogna stare molto attenti.  E' una delle prime preoccupazioni di nonne e zie: bisogna tenerne conto per evitare guai e situazioni che potrebbero esporre anche il bambino. 

Come ha scritto anche l'antropologo e storico Giuseppe Pitrè
E' domma (dogma) di fede popolare che quando la gravida ha voglia di qualche cosa e non l'ottiene corre il pericolo di imprimere nel feto l'immagine dell'oggetto desiderato (lo spinno, in siciliano). Questo ultimo fatto avviene particolarmente quando la donna che ha voglia si tocca in alcune parti del corpo. Il neo materno (lu disiu) si forma nel feto sul punto corrispondente al punto toccato dalla madre.

Ecco immaginate adesso quali fantasie mi sono frullate per la testa non appena ho compreso questo dogma: la mia mogliettina ha sviluppato

mercoledì 20 luglio 2016

Fare figli con la crisi? La svolta /1

21:07 2 Comments

Mi sono sentito dire spesso: "Figli oggi non se ne possono fare. E' da irresponsabili". Sì, insomma: che futuro dai a tuo figlio visto che non gli puoi assicurare nulla. Sono stato diverso tempo a riflettere su queste parole. Non ho mai dato nulla per scontato. E ho sempre pensato che qualcosa di buono si può prendere da tutto. Eppure questo ragionamento assai diffuso non filava, almeno per me. 

Sono un giornalista precario. Come tanti della mia generazione, sconosco il significato di posto a tempo indeterminato. Vivo la professione da freelance, tra mille espedienti. Eppure mi sono sposato ed è un'esperienza straordinaria che scopro giorno dopo giorno.

Così abbiamo scoperto di aspettare una nuova vita

10:47 0 Comments

Di buon mattino abbiamo scoperto che era in arrivo una nuova vita nella nostra famiglia. Sono un tipo mattiniero. E già dalle sei mi muovo casa casa. Che faccio? Amo leggere i giornali, qualche pagina di un buon libro tra i diecimila poggiati sul comodino e fare colazione al bar (ho una mappa dei bar mattinieri). 
Quella fatidica giornata, mi ero svegliato con una canzoncina per la testa e avevo deciso di dare, proprio su quelle note, il buongiorno a mia moglie, vittima nolente delle mie vessazioni musicali. La canzone era "Silvano" di Jannacci

Di tutto mi ero accorto tranne che sul suo comodino era poggiato un test di gravidanza. Alessandra svincolandosi elegantemente dal mio abbraccio andava dritta in bagno. Io, dal canto mio, continuavo ad ascoltare "Silvano" (con buona pace dei vicini), accennando anche un simpatico balletto. Pochi minuti dopo vedo Alessandra, davanti alla porta della camera da letto, con qualcosa che teneva tra le mani ad altezza bocca. La voce tremula: "Giovanni...". Non vi nascondo che tutto potevo immaginare tranne che ad un test di gravidanza. Per via della luce fioca pensavo si trattasse di un termometro. "Hai la febbre?!". "Ma no! Aspettiamo un bambino". 

Non avevamo programmato nulla.

martedì 19 luglio 2016

Quando il gioco all'inizio si fa duro

09:43 0 Comments
La prima dimensione che colora le giornate di una famiglia in dolce attesa, oltre a tutte le responsabilità legate alla paternità, è il gioco.
Per chi, come me, non è mai cresciuto è uno splendido ritorno...
Nel periodo che precede la nascita, quando non si hanno ancora certezze sul sesso del nascituro, si comincia ad immaginare la stanzetta, i giocattoli... chissà che passioni avrà, come gli piacerà divertirsi.
Purtroppo, prima di ogni gioco, occorre pensare a cestone, fasciatoio, culla. E comincia così un giro devastante da un negozio all'altro alla ricerca dell'offerta migliore.
Due le scuole di pensiero: