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lunedì 8 maggio 2017

Mia figlia e le parolacce, un registratore sempre attivo

11:01 0 Comments
Le parolacce a casa nostra sono abbastanza rare. Anni di animazione e formazione in oratorio, mi hanno educato a contenermi. Anche sul posto di lavoro. Non amo il turpiloquio. Stessa cosa vale per Alessandra. Tuttavia, alle volte, accade che con la nostra piccolina ci scappi un affettuoso: "Ma che sei cornuta!". O, ancora, nella versione sicula, "cchi sì curnutiedda...". Ecco, Rosa Maria non solo ha immediatamente fatto propria questa parola ma anche imparato a declinarla: maschile, femminile, singolare e plurale. E così, ad appena due anni e mezzo, ci ritroviamo ad affrontare e fronteggiare situazioni molto surreali. Immaginate una coppia di anziani per strada che si avvicina per farle i complimenti. "Ma che carina questa bambina...". Immediata la risposta di Rosa Maria fissando negli occhi l'anziana: "Cornuta". Ecco a quel punto, al di là del fatto che non si conosce la storia familiare di quella coppia di anziani, devi anche andare a spiegare che è nato tutto da un gioco e che si sta cercando di rimediare. Non vi dico poi il terrore durante la messa domenicale... Ovviamente, mancando freni e sovrastrutture, la piccolina si lascia spesso andare a commenti molto diretti. Una volta osservando una signora raccolta in preghiera ha chiesto a voce alta: "Dorme la signora?". E anche una parolina - quasi innocua - come "piritino", può rivelarsi assolutamente pericolosa per la reputazione di tutta la famiglia. Parliamo delle flatulenze. In Sicilia vengono  onomatopeicamente chiamati "piriti". L'errore è stato averle chiesto ogni tanto: "ma hai fatto un piritino?". Anche in questo caso, immediata la declinazione della parola e l'utilizzo dei suffissi accrescitivi. Per rimanere in tema ecclesiale, una domenica durante la messa si sposta leggermente il banco (vi assicuro che di questo si è trattato). E si sente un rumore molto fraintendibile. Rosa Maria dopo una sonora risata ha esclamato a gran voce: "Mamma, hai sentito? Papà ha fatto un piritone".
Insomma, a Rosa Maria facciamo capire che certe parole non vanno usate sempre. E noi stessi cominciamo a limitarci. Il suo carattere estroverso e diretto ci mette molte volte a dura prova, anche se è bene ammettere, che ci divertiamo pure. Siamo convinti che prima dei vent'anni riusciremo a convincerla delle nostre buone ragioni. Intanto ha fatto proprie altre parole come: "cazzarola", "mannaggia", "eccheccavolo"... e guardandola in tutta la sua bellezza e con quel caratterino, non resta che dire che è davvero "curnutiedda".

lunedì 6 marzo 2017

La musica per i bambini di due anni

12:45 0 Comments
Qualche post fa consigliavo un volumetto e un cd da ascoltare durante il periodo di gestazione. Qui di seguito trovate il video in cui sfoglio e ascolto con voi un'opera davvero ben fatta: "Ma che musica... in dolce attesa". Con Alessandra siamo stati molto attenti a questo aspetto. Le vibrazioni, le note e le parole accompagnano sempre i momenti più importanti della nostra vita. Costruiamo una sorta di colonna sonora che terremo sempre nella nostra memoria a portata di ricordo. Una cosa straordinaria... Spesso ci penso. E la musica per la mia vita è stata fondamentale. E lo ha ben detto anche il buon Max Gazzé in Una musica può fare. Può persino salvarti sull'orlo del precipizio... ;-) Ovviamente non sono arrivato a tanto, ma è innegabile che nei momenti di forte pensierosità e di dubbio, la musica mi ha dato un abbraccio caldo e confortevole. Intanto, se avete tempo, sotto trovate il video sulla musica da ascoltare durante la gravidanza.

giovedì 2 febbraio 2017

Il parco "Livia Morello" al Foro Italico di Palermo

14:38 0 Comments
Palermo è Capitale italiana della Cultura per il 2018. E questa notizia non può che rendermi felice. Anche come papà. Sì, perché sapere di crescere mia figlia in un contesto pieno di iniziative e spazi dedicati alla diffusione dell'arte, della cultura e della conoscenza mi dà una carica in più. Per la serie non saremo da soli con Alessandra nell'avventura educativa. Non sono, quindi, tra quelli che sono pronti a demolire con critiche, alle volte anche pretestuose, questo passo in avanti per la città. E devo dare atto che proprio la vivibilità di Palermo, in questi ultimi anni, per molti versi è migliorata e di tanto. Sono tornati i giochi in molti spazi, il centro è a misura d'uomo grazie alle pedonalizzazioni. E anche spostarsi con i mezzi pubblici è più facile (presto un reportage video). E' vero, ci sono anche le periferie da recuperare, le scuole da dotare di impianti di riscaldamento. Ma Palermo oggi ha una vivacità particolare. E in questo senso le iniziative private trovano spazi maggiori. E' il caso del Parco della Salute "Livia Morello". Sono ottomila metri quadrati di terreno tra il Nautoscopio e il prato del Foro Italico. L'iniziativa è stata promossa da "Vivi sano onlus" ed è dedicata a Livia Morello, figlia del mio collega di lavoro Angelo, deceduta all'età di diciotto anni per una rara cardiopatia. All'interno di quest'area che guarda su Porta Felice ci sono scivoli, dondoli, altalene, attrezzi in legno per bambini ma anche una zona mobilità, un percorso sensoriale con l'itinerario tattile per ipovedenti e un campetto per il calcetto e tante altre attività.

sabato 7 gennaio 2017

Interpretare i disegni di Rosa Maria: un'avventura

13:26 0 Comments
Come detto nel post precedente, sono bastati un tavolino e una sedia per cambiare tante piccole e grandi abitudini di Rosa Maria. E' su quella superficie che dispone i giocattoli, da lì che osserva i cartoni animati, disegna, lavora il pongo... insomma si dedica alle sue attività con attenzione e dedizione. Utilizza la sedia correttamente, anche se non rinuncia a utilizzare il tappeto come base. Tra le cose che Rosa Maria ama di più c'è il disegno: quello che realizza sulla lavagnetta magica e quello su qualsiasi spazio chiaro, pavimenti compresi, che trova lungo il suo cammino :-). Sia io che Alessandra amiamo alla follia tutto quello che si può trovare in una cartoleria: penne, matite, colori, gomme, fogli, quaderni... e quindi a casa nostra non manca il materiale. Come non manca in ogni stanza un portacolori e fogli bianchi. Anche sulla mia scrivania Rosa Maria dispone di uno spazio suo. C'è una scatoletta con penne e colori e fogli della stampante a gogò. Conservo gelosamente i suoi primi disegni: cerchi di diversi colori e... pesci. Sì, proprio così: pesci. Non so perché ma si è innamorata di questa figura e già intorno all'anno e mezzo riproduceva il pesce in modo stilizzato. Tanti "pessi" (così li chiama ancora oggi) colorati che popolano i fogli bianchi. E poi tanti cerchi che realizza con molta attenzione. Qui di seguito i due esempi:

giovedì 20 ottobre 2016

Adozioni con il Cile più facili in Sicilia. Apre uno sportello a Palermo

15:10 0 Comments
Le adozioni internazionali con il Cile sono da oggi più facili per le coppie che risiedono in Sicilia. La Onlus con sede a Roma Pro Icyc, ha infatti aperto a Palermo uno sportello per le tante coppie fino a poco tempo fa costrette a recarsi a Roma per completare l'intero iter di legge finalizzato all'adozione di un minore. Con l'apertura dello sportello a Palermo, ospitato presso villa Castelnuovo, le coppie richiedenti potranno effettuare i colloqui psicologici e alcune delle restanti pratiche burocratiche. La Onlus, ente autorizzato dalla Cai – Commissione adozioni internazionali, in particolare, assiste e sostiene la coppia nel percorso obbligatorio annuale di preparazione all'incontro col minore, effettua i corsi di lingua straniera, si occupa dei colloqui psicologici, offre assistenza durante la permanenza dei genitori in Cile e si occupa del post adozione, momento delicato quanto l'attesa.

domenica 4 settembre 2016

Tendenza "no kids"... che tristezza!

12:30 0 Comments

Ho appena letto un articolo condiviso su facebook: "Qui i bambini non possono entrare": prende piede la tendenza 'no kids'. In pratica tra i criteri di selezione della clientela di ristoranti e hotel c'è il non avere marmocchi al seguito. Qualche anno fa alcuni imprenditori furbastri hanno cominciato a inserire un bel "Vietato l'ingresso ai bambini". Nell'articolo ci sono passaggi assai curiosi, fuori dalle virgolette, che mi hanno messo tristezza e un pizzico di rabbia. Parlando di alberghi, si legge ad esempio:
Posti bellissimi, che con la postilla "no kids" garantiscono ai clienti il valore aggiunto di un soggiorno all'insegna della pace e del relax.
Sono papà e quindi di parte, direte voi. Ma anche quando non era arrivata nella mia vita Rosa Maria, trovavo la vivacità dei bimbi un qualcosa di straordinariamente bello. Il loro correre, giocare, immaginare. E anche lo schiamazzare, sì. Erano un modo per riportarmi con i piedi per terra, alla parte più vera. Personalmente preferisco urla, sorrisi e schiamazzi di bambini al tintinnare di bicchieri di vino, sciocche risate e atmosfere colme di ipocrisia. Purtroppo il nostro è un tempo assai difficile. C'è un'economia che gode sulle solitudini. E non mi riferisco soltanto al tema dell'aver figli per stare allegri. Prendete questo post così, come uno sfogo immediato. Scritto di fretta al telefonino.... Ne parleremo in seguito con più calma.

lunedì 29 agosto 2016

La sorprendente empatia con il papà

18:14 0 Comments
Rosa Maria è nata a dicembre. E quell'anno il periodo natalizio è stato molto freddo. Nonostante ciò, a dieci giorni dalla nascita, complice una giornata di sole, abbiamo portato a spasso la piccola. Ben coperta, sia chiaro. Ma mai troppo. Con Alessandra ci siamo sempre proposti di crescere la bambina evitando ansie ed eccessive apprensioni. E circondarla, nei limiti del possibile, di sorrisi e serenità. Non è roba esclusiva del Mulino bianco. Basta, ogni tanto, prendersi poco sul serio. E ogni discussione futile dopo qualche minuto svanisce. Soprattutto abbiamo cercato di fare tutto insieme. Ci siamo ritrovati con la bimba nelle situazioni più disparate. Perché ogni cosa in questa vita può essere spiegata e affrontata senza particolari angosce o timori
Una cosa che mi ha sempre lasciato piacevolmente sorpreso è la splendida empatia che si è venuta a creare tra noi tre. Dimensione strana e surreale. Che cresce giorno dopo giorno. In pratica ho sperimentato una sorta di telepatia. Il freddo, il caldo, il fastidio, la rabbia, il mal di pancino, la cacca, il pannolino sporco... ecco è come se tutto venisse comunicato attraverso un linguaggio diverso. Come se una sorta di sesto senso ci rendesse capaci, all'improvviso, di mettere in comune sensazioni e volontà. Con Rosa Maria ho parlato sin dai primi giorni di vita, ho cercato di interagire con il suo sguardo, giocando con le sue mani, seguendo i suoi movimenti. I dotti, i medici e i sapienti mi diranno che il piccolo comprende ben poco di tutto questo. Ma vi assicuro che la sensazione di parlarsi comunque è straordinaria. Oggi con Rosa Maria, che parlotta e pronuncia bene le prime paroline, basta uno sguardo o un movimento per comprendere tanto.

mercoledì 17 agosto 2016

Il bello del nascere in inverno?
Pensarci in estate

15:05 0 Comments

Quando abbiamo calcolato approssimativamente la data di nascita eravamo molto contenti. Rosa Maria sarebbe nata a dicembre. Un mese che amiamo entrambi: vuoi per il Natale, vuoi perché conserviamo ricordi molto belli. Le musiche del Natale, la preparazione del Presepe e dell'albero. La messa della veglia di mezzanotte. I regali, i pranzi e le temibilissime giocate a tombola. Insomma di cose che ci piacciono a dicembre ce ne sono davvero tantissime. E siamo stati sempre felici di avvicinarci a questo periodo. A questo proposito, non vi nascondo che un po' mi dispiace quando gli addobbi fuori dai negozi o sulle vetrine spuntano già a fine ottobre. E' un po' come le caldarroste a settembre. C'è una voglia di anticipare i tempi che brucia l'attesa e toglie quello che in siciliano chiamiamo "prio", una felicità particolare che scaturisce dalla parte più vera di noi stessi. Ma torniamo a Rosa Maria. Il fatto che la bambina sarebbe nata col freddo gasava Alessandra che si poteva sbizzarrire in abiti e abitini. Compere inizialmente compulsive frenate da due fattori di non poco conto:

  • il sesso
  • il meteo

giovedì 11 agosto 2016

La sigla che fa impazzire nostra figlia

11:23 0 Comments

C'è una sigla che fa letteralmente impazzire nostra figlia. E da quando era proprio piccola piccola. Rosa Maria ha iniziato ad interagire prestissimo. Per nostra fortuna non ama alla follia la televisione. Preferisce la musica. Indica spesso il lettore cd e chiede "lalà lalà", che sta per "metti un cd là papà". In tv, invece, segue con attenzione solo Masha e Orso, il Ballettopolo e i titoli di coda di qualsiasi film o serie tv (mistero!). Il resto, dai cartoni animati ai programmi per bimbi, sembra annoiarla. Preferisce giocare con le costruzioni (cliccando qui puoi vedere lo spot a favore dei papà vittime di costruzioni). Eppure in tv c'è una sigla che, anche a distanza di un anno, continua a farla sorridere e gioire. Parlo di Mofy. Non so perché o quali siano i poteri ipnotici di questa canzoncina... ma davanti a questa sigla e queste note Rosa Maria abbandona qualsiasi gioco o "impegno" e rimane imbambolata davanti al monitor con il sorriso stampato sul volto. Ma sia chiaro: solo la sigla. Il cartone animato, di per sé carino, non le piace. E' la sigla e quel "Tutti insieme, tutti insieme lallalà, lallalà... forza Mofy si può far" che Rosa Maria ama. Le parole sono senza dubbio carine: