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domenica 24 settembre 2017

La prima opera d'arte su tela con mia figlia - VIDEO

19:54 0 Comments

Ci sono passioni che spero possa coltivare anche in futuro. Rosa Maria è una bimba intelligente e vivace. E tra le cose che le piacciono particolarmente c'è la musica. Sì, lo so che ancora è presto per dirlo. Parliamo una bimba di due anni e mezzo. Eppure sentire tua figlia che ti chiede di ascoltare musica e ballare insieme... beh, è una gran bella soddisfazione. Rosa Maria ama poi in modo particolare scrivere (traccia caratteri che ricordano molto l'ebraico) e disegnare. Oggi abbiamo sperimentato insieme la pittura. Armati di pennelli e colori a tempera abbiamo affollato una tela. Ecco il risultato in questo video.  Buona visione


domenica 13 agosto 2017

+++ Prima cacca nel vasino +++

13:36 0 Comments
Un piccolo passo per Rosa Maria, un grande passo per l'intera famiglia.



Alle 21.07 di sabato 12 agosto 2017, Rosa Maria ha fatto la sua prima cacca nel vasino. Ho appreso la notizia in diretta, al telefono. Ero da poco uscito dalla redazione. Ad un certo punto la voce di Alessandra al telefono emozionata: "Ha fatto la cacca nel vasino, bravaaaa". Emozione. 

  • Emozione perché ti accorgi di come stia crescendo la tua cucciola
  • Emozione perché sono momenti straordinari di condivisione
  • Emozione perché stiamo per uscire dalla compagine societaria di Huggies, Pampers e compagnia bella.
Un plauso va ad Alessandra che con tenacia ha cominciato a iniziare la nostra piccola all'uso del vasino. Yes, she can!

martedì 25 luglio 2017

Il fascino dell'analogico e l'amore verso le piante

13:23 0 Comments

Rosa Maria ama giocare all'aperto. E questo mi fa ben sperare per il futuro. Vedo tanti, troppi bimbi con il telefonino dei genitori tra le mani e lo sguardo pietrificato. Visione che diventa spettrale in luoghi dove c'è poca luce. Immaginate questi piccoli visi nei passeggini illuminati dagli schermi led color azzurro... Ovviamente non stiamo perennemente fuori. Casa nostra non è dotata né di terrazza, né tantomeno di giardino. Abbiamo comunque due balconi, abbastanza ampi, che sono in grado di soddisfare alcune passioni. Una di queste è il verde. In famiglia sono io ad avere il pollice  (o alluce, fate voi) verde. Nella parte interna che guarda a oriente abbiamo alcune piante ed erbe aromatiche. Nello specifico:

  • un alberello di alloro
  • timo
  • basilico
  • menta piperita
  • menta spicata
  • salvia
  • rosmarino
  • gelsomino (due tipologie)
  • ulivo bonsai
  • citronella
Nel balcone che invece è esposto ad occidente ci sono:


  • una pianta di rose
  • un geranio
  • menta piperita
  • margherita
  • vinca
  • due piante di aloe
  • diverse piante grasse
Rosa Maria oggi mi aiuta a dare acqua e a ripulire dai rami secchi le piante. Ha un suo annaffiatoio e la sera, quando gli orari coincidono - miei di lavoro, suoi di cena -, insieme andiamo a curare il nostro angolo verde. Come siamo arrivati a tutto questo? Rosa Maria inizialmente aveva un rapporto particolare con le piante. Edward mani di forbice sarebbe inorridito di fronte alla velocità di mia figlia nel potare ogni macchia di verde presente in balcone. Siamo, quindi, passati al contrattacco. E così, sera dopo sera, le ho insegnato a parlare con le piante e ad accarezzarle. Non prendetemi per pazzo (anche se un po' lo sono, non manca la consapevolezza): a me piace parlare alle piante. Sin da quando ero piccolo ho avvertito in loro la Vita. Ogni fioritura o avanzamento di rami era per me uno splendido segnale della Natura. Oggi, dopo tanti tentativi, anche Rosa Maria comincia ad amare il verde: accarezza le piante e cerca di trasmettere loro il suo amore. Un passo importante. che mi fa emozionare. Rosa Maria ha appena due anni e mezzo, e condividere questi spazi di vita è per me una grande conquista.

lunedì 8 maggio 2017

Mia figlia e le parolacce, un registratore sempre attivo

11:01 0 Comments
Le parolacce a casa nostra sono abbastanza rare. Anni di animazione e formazione in oratorio, mi hanno educato a contenermi. Anche sul posto di lavoro. Non amo il turpiloquio. Stessa cosa vale per Alessandra. Tuttavia, alle volte, accade che con la nostra piccolina ci scappi un affettuoso: "Ma che sei cornuta!". O, ancora, nella versione sicula, "cchi sì curnutiedda...". Ecco, Rosa Maria non solo ha immediatamente fatto propria questa parola ma anche imparato a declinarla: maschile, femminile, singolare e plurale. E così, ad appena due anni e mezzo, ci ritroviamo ad affrontare e fronteggiare situazioni molto surreali. Immaginate una coppia di anziani per strada che si avvicina per farle i complimenti. "Ma che carina questa bambina...". Immediata la risposta di Rosa Maria fissando negli occhi l'anziana: "Cornuta". Ecco a quel punto, al di là del fatto che non si conosce la storia familiare di quella coppia di anziani, devi anche andare a spiegare che è nato tutto da un gioco e che si sta cercando di rimediare. Non vi dico poi il terrore durante la messa domenicale... Ovviamente, mancando freni e sovrastrutture, la piccolina si lascia spesso andare a commenti molto diretti. Una volta osservando una signora raccolta in preghiera ha chiesto a voce alta: "Dorme la signora?". E anche una parolina - quasi innocua - come "piritino", può rivelarsi assolutamente pericolosa per la reputazione di tutta la famiglia. Parliamo delle flatulenze. In Sicilia vengono  onomatopeicamente chiamati "piriti". L'errore è stato averle chiesto ogni tanto: "ma hai fatto un piritino?". Anche in questo caso, immediata la declinazione della parola e l'utilizzo dei suffissi accrescitivi. Per rimanere in tema ecclesiale, una domenica durante la messa si sposta leggermente il banco (vi assicuro che di questo si è trattato). E si sente un rumore molto fraintendibile. Rosa Maria dopo una sonora risata ha esclamato a gran voce: "Mamma, hai sentito? Papà ha fatto un piritone".
Insomma, a Rosa Maria facciamo capire che certe parole non vanno usate sempre. E noi stessi cominciamo a limitarci. Il suo carattere estroverso e diretto ci mette molte volte a dura prova, anche se è bene ammettere, che ci divertiamo pure. Siamo convinti che prima dei vent'anni riusciremo a convincerla delle nostre buone ragioni. Intanto ha fatto proprie altre parole come: "cazzarola", "mannaggia", "eccheccavolo"... e guardandola in tutta la sua bellezza e con quel caratterino, non resta che dire che è davvero "curnutiedda".

martedì 28 marzo 2017

I loro passi, il mio futuro

16:41 0 Comments
Non ci sono regole. Quando camminiamo per strada possiamo tenerci tutti e tre per mano, possiamo metterci in fila indiana o a coppia. Una cosa è certa: ogni percorso è una scoperta continua. E il bello sono le chiacchierate che ci facciamo. Rosa Maria commenta tantissimo quello che vede. Vuole sapere i nomi di strade, cose e luoghi. Ha una splendida memoria ed è anche uno spasso. Nel prossimo post vi racconterò il suo senso dell'umorismo. Posso solo anticiparvi che ogni tanto quando le chiediamo il suo nome, lei ci risponde che si chiama "Umberto Eco". E qui la colpa è sicuramente della mamma che ha quasi finito di leggere tutta la bibliografia di Eco durante la gravidanza. Ci sono comunque momenti in cui io sono dietro mamma e figlia. Sia che andiamo a scuola, sia che facciamo una passeggiata o andiamo a messa, alle volte preferisco osservarle da dietro. Sono momenti in cui riemergo da mille pensieri e mi ritrovo davanti a qualcosa di straordinario: una mamma e una figlia. A molti questo sembrerà di una ovvietà sconvolgente. A me commuove. Sono due splendide vite, due anime che, in modo diverso, mi fanno sentire ogni istante amato. Nei loro passi scorgo tanti sogni e desideri, tante gioie e risate. Nelle loro testoline immagino sorrisi. L'altro giorno ho scattato la foto che vedete in alto. E ho pensato che nei loro passi c'è tutto il mio futuro. Ho continuato a pensarlo... per questo volevo appuntarlo sul mio blog. 
Buon pomeriggio

martedì 28 febbraio 2017

Il nostro secondo carnevale

17:48 0 Comments
Facciamo una piccola e doverosa premessa: detesto il carnevale. Non so perché, ma mi è sempre sembrata una festa inutile. Sarà che dura poco, sarà che che sin da piccolo avevo un rapporto conflittuale con gli abiti, sarà che faccio il buffone tutto l'anno... insomma questa festa non mi piace. Tuttavia non voglio privare la mia piccolina di questa opportunità di divertimento. Ma signore e signori... tadaaaan, ecco la sorpresa. Qui viene il bello. O meglio il Dna. Sì, perché anche Rosa Maria sembra non amare il carnevale. Andiamo al vestitino: Alessandra, da brava moglie, vuole sempre coinvolgermi in tutte le scelte. Ed io da bravo marito rispondo sempre: pensaci tu amore, per me va bene quello che scegli. Ovviamente non sempre è così. Come nel caso del vestitino di carnevale. Alessandra aveva pensato ad un abitino creativo, assemblando pezzi diversi. Obiettivo: fare di Rosa Maria una fatina dei boschi. Un abitino colorato con farfalline, un paio di ali, una bacchetta magica, una coroncina... Risultato: solo la bacchetta apprezzata con gioia da Rosa Maria, il resto lanciato per aria.

lunedì 20 febbraio 2017

Il seggiolino per auto, quel dolce tormento per Alessandra

11:02 0 Comments
Rosa Maria non ama le costrizioni. Nulla di nuovo per una bimba di due anni. Ma ci sono cose che non si può fare a meno di imporle (perché di questo si tratta). E tra queste il seggiolino in auto. Rosa Maria lo detesta. Solo per sfinimento riusciamo ad averla vinta. Il pianto e la lamentela iniziale è inevitabile. E a pagarne le spese in prima persona è Alessandra. Proviamo in tutti i modi possibili, ma convincerla della bontà della scelta è una impresa impossibile. E' come far capire a Trump quanto sia inutile il muro con il Messico. Premetto che una delle cose che ci siamo rifiutati di fare nel tempo è metterle in mano lo smartphone con i cartoni animati. In un altro post spiegheremo perché. Ci siamo anche posti un problema: e se Rosa Maria, come la mamma, soffrisse l'auto? Ma ci siamo dati una risposta: no. Rosa Maria ha viaggiato anche per diverse ore in auto. Siamo stati a Catania, così come in altri posti di montagna. E in alcune circostanze è stata un'amorevole compagna di viaggio.  In ogni caso abbiamo comunque dei consigli su come potere fare un paio di chilometri in tranquillità :-)
Partiamo dagli accorgimenti.

mercoledì 8 febbraio 2017

Il mio primo ritratto realizzato da Rosa Maria

13:12 0 Comments
Inutile sproloquiare e dirvi quanto mi sia commosso. Rosa Maria ha due anni. Per essere precisi: 25 mesi. La sua passione, come scritto già in precedenza, è il disegno. Con Alessandra vediamo quanto spesso e volentieri sia impegnata in quella che ormai possiamo definire la sua attività preferita per eccellenza. Non le facciamo mancare carta, colori, penne... Ma lo strumento prediletto resta la lavagnetta magica. Disegna e cancella, di continuo. Ci mostra forme e anche tentativi di scrittura. Sì, la troviamo che traccia astine e cerchi e poi ci rilegge il tutto sillabando parole a caso (che poi a caso non sono). Ultimamente si sta dedicando ai "ritratti" ;-) Ha, insomma, abbandonato pesci e bolle. Ora i volti sono la sua passione. Ieri sera Alessandra è venuta nel mio rifugio (un camerino trasformato in studiolo) con Rosa Maria che teneva tra le mani la lavagnetta: "Guarda che ha fatto... Chi hai disegnato Rosa Maria?". La sua risposta con il sorriso più bello che ci sia è stata: "Papà". Ed effettivamente ci siamo: pochi capelli in testa, i baffi, la barba, il volto rubicondo... Non so voi, ma a me questa cosa mi fa impazzire d'amore per questa splendida creatura.


domenica 22 gennaio 2017

VIDEO. Un promemoria di libertà

20:15 0 Comments
Non ho mai amato le costrizioni. Sin da quando ero piccolo. Ho dei ricordi anche molto nitidi. Il "si fa così e basta" non mi andava bene. Chiedevo sempre il perché. Ma non perché mi rifiutassi di fare quella determinata cosa... L'imposizione senza spiegazione era per me una "suvicchiaria", una prepotenza. E come tale la vivevo. Una sorta di ingiustizia. O facevo quindi resistenza, più o meno passiva, o mi chiudevo nel silenzio. I miei avevano capito il caratterino e cercavano sempre di dialogare. Le diffoltà maggiori le riscontravo nell'ambiente scolastico. In particolare le elementari sono state per me una tortura. Soprattutto durante i periodi in cui la maestra titolare mancava e c'erano apprendiste supplenti al suo posto. C'era una serie intinterrotta di imposizioni, di silenzi, di obblighi. Pochi dialoghi. E così quella mia voglia di disegnare, dialogare, vivere veniva contenuta nella distanza tra la sedia e il banco. Le supplenti vedevano in quel mio chiedere il "perché" un pretesto per non far nulla. Ma così non era.

martedì 10 gennaio 2017

Il primo arcobaleno di Rosa Maria

16:11 1 Comments
Io rinchiuso nel mio studiolo (un piccolo camerino trasformato in postazione strategica di auto esilio), Alessandra indaffarata tra i compiti in classe dei suoi piccoli allievi e la biancheria da sistemare. La giornata è abbastanza fresca: 9 gradi. Ad un certo punto l'urlo di Rosa Maria: "Mammaaaaa, papaaaa... ueni!". Poco dopo Alessandra: "Amoreeeee vieni, guarda". Corro anch'io nella stanza di Rosa Maria. Ed ecco lo spettacolo che si è presentato davanti ai nostri occhi:

sabato 7 gennaio 2017

Interpretare i disegni di Rosa Maria: un'avventura

13:26 0 Comments
Come detto nel post precedente, sono bastati un tavolino e una sedia per cambiare tante piccole e grandi abitudini di Rosa Maria. E' su quella superficie che dispone i giocattoli, da lì che osserva i cartoni animati, disegna, lavora il pongo... insomma si dedica alle sue attività con attenzione e dedizione. Utilizza la sedia correttamente, anche se non rinuncia a utilizzare il tappeto come base. Tra le cose che Rosa Maria ama di più c'è il disegno: quello che realizza sulla lavagnetta magica e quello su qualsiasi spazio chiaro, pavimenti compresi, che trova lungo il suo cammino :-). Sia io che Alessandra amiamo alla follia tutto quello che si può trovare in una cartoleria: penne, matite, colori, gomme, fogli, quaderni... e quindi a casa nostra non manca il materiale. Come non manca in ogni stanza un portacolori e fogli bianchi. Anche sulla mia scrivania Rosa Maria dispone di uno spazio suo. C'è una scatoletta con penne e colori e fogli della stampante a gogò. Conservo gelosamente i suoi primi disegni: cerchi di diversi colori e... pesci. Sì, proprio così: pesci. Non so perché ma si è innamorata di questa figura e già intorno all'anno e mezzo riproduceva il pesce in modo stilizzato. Tanti "pessi" (così li chiama ancora oggi) colorati che popolano i fogli bianchi. E poi tanti cerchi che realizza con molta attenzione. Qui di seguito i due esempi:

domenica 1 gennaio 2017

Buon anno... e che Natale :-)

22:06 3 Comments
Buon anno! Siamo nel 2017. A pensarci mi vengono i brividi. Ricordo ancora quando nell'estate del 1988 pensavo che negli anni Duemila ci sarebbe stata l'invasione degli alieni... 
E a proposito di tempo, vedevo che su Papatumpete latito dal dodici dicembre. Un'assenza di cui mi scuso con chi, e siete tanti (inaspettatamente!), mi segue con affetto. Nel mese che abbiamo appena lasciato alle spalle, ho dedicato molto tempo alla vita reale. E ne è valsa la pena. Quest'anno è stato tutto diverso. Lo scorso anno Rosa Maria era piccina (un anno appena compiuto), ci trovavamo nel bel mezzo di un trasloco e il periodo delle festività natalizie è stato assai impegnativo dal punto di vista lavorativo. Quest'anno le cose sono andate diversamente. Con Alessandra abbiamo costruito l'avvicinamento al Natale cercando di trasmettere alla nostra cucciolotta quanto di bello c'è in questo periodo. Non è mancato il calendario dell'avvento, così come non è mancato il presepe e l'albero. Momenti belli, di vera condivisione.

lunedì 12 dicembre 2016

Secondo compleanno, nuove emozioni

18:32 0 Comments

Rosa Maria ha compiuto due anni. Ieri un'allegra festicciola in casa con i nonni, gli zii e i cuginetti. Uno di quei momenti che sicuramente resteranno nella memoria grazie alle foto di gruppo dietro la torta o a qualche filmato fatto col telefonino. Una circostanza bella che mi ha riportato indietro nel tempo, alla mia infanzia. Le feste di compleanno, infatti, sono state sempre fatte in famiglia e con la famiglia. Sono nato a luglio e mi veniva sempre posto il dilemma: i compagnetti sono fuori in vacanza, chi verrà... in realtà non è stato fatto mai un vero sondaggio, almeno questo è quello che molto sinceramente penso. E ricordo che dopo qualche fallimentare tentativo si era deciso di mantenere tra le mura domestiche la festicciola. E così ieri per Rosa Maria abbiamo scelto di fare una festa "familiare". Tre le fasi di preparazione:
  • Torta
  • Festoni e palloncini
  • Regali

martedì 6 dicembre 2016

Che fai papà?

15:04 0 Comments
(foto di Alessandra)
Il titolo di questo post è la domanda che da quasi un paio di mesi mia figlia mi rivolge puntualmente e con una frequenza, per certi versi, inquietante: "Che fai papà?". Cammino, sto fermo. Leggo, scrivo. Guardo un film, mangio. La domanda è sempre una e improvvisa: "Che fai papà?". Anche nel cuore della notte, mentre il mondo riposa, dalla culla si leva una vocina e una domanda: "Che fai papà?". Non so il motivo, so che mi trovo quasi sempre costretto a rispondere. Perché il suo sguardo è serio. Insomma, non è una frase detta tanto per dire qualcosa. Non è un gioco. La sua domanda esige una risposta puntuale e certa. E se mi scappa una risata - perché in certi frangenti capita - la sua domanda non cambia. A cambiare è l'interlocutore: "Mamma, che fa papà?". E così sono costretto a rispondere. Almeno 92 volte su cento, in modo anche sincero. Alle volte dicendo pure parole che forse neanche comprende ancora. Ma c'è quell'otto per cento di volte in cui non riesco a dir nulla. Sono momenti in cui sono alla ricerca di qualcosa con la mente e la sua domanda mi fa vivere stati di profonda assenza da me stesso. Quel suo "Che fai papà?" mi piomba addosso come un macigno. Ci sono anche volte in cui magari sto oziando mentre dovrei portarmi avanti con il lavoro.... e zachete! Ecco lei arrivare con la fatidica domanda: "Che fai papà?". E mi sento tremendamente in colpa se magari sto guardando Instagram al telefonino mentre il dovere mi chiama. Ogni tanto alla domanda "Che fai papà?" rispondo riproponendo la stessa domanda: "E tu che fai Rosa Maria?". Lei, allora, mi guarda silenziosa e... mi abbraccia. Per la serie: abbiamo trasmesso.

venerdì 18 novembre 2016

L'opera prima di Rosa Maria - solo piano

19:43 0 Comments
Come ho più volte scritto, a casa nostra la musica è... di casa. Una passione che trasmettiamo a Rosa Maria senza ansie o pretese. Sin da quando era nel pancione, con Alessandra abbiamo ascoltato di tutto. Il nostro intento era quello di renderla partecipe anche attraverso il ballo. Ovviamente abbiamo cercato di fare una attenta selezione. Ci siamo pure serviti di un libro... ne parlavo qui qualche tempo fa a proposito di musica rilassante per bambini. Adesso, a poco a poco, vado regalando a Rosa Maria piccoli strumenti musicali. Abbiamo cominciato con le percussioni (maracas, xilofono...). Oggi ho sistemato per terra una vecchia tastiera Yamaha. La gioia negli occhi della mia cucciola è stata illuminante. Ovviamente siamo ancora all'inizio. Ma ho cercato di raccogliere il meglio di espressioni ripetute sulla tastiera. Insomma la sua prima opera a... 23 mesi. Siamo in tempo per raggiungere Wolfy. Ecco qui un estratto della sua creazione. Buon ascolto.

giovedì 17 novembre 2016

La prima febbre e la forza della famiglia

14:54 0 Comments
C'è la febbre post vaccino. A questa vieni preparato con largo anticipo da moglie, pediatra e "vaccinatore". "Può verificarsi... come può non verificarsi", così ci è stato ripetuto puntualmente ad ogni vaccino o richiamo di vaccino. Intanto tu sai che c'è questa possibilità e che soprattutto devi stare tranquillo perché è tutto previsto. C'è poi la febbre per le famigerate malattie esantematiche. E anche qui sei in qualche modo già avvisato da moglie, parenti, amici, fruttivendoli, macellai, panettieri e persone appena conosciute in coda alla cassa che sono in grado di elencarti manifestazioni cutanee, fase di incubazione e tutti gli altri sintomi. Ad ogni modo: sai che 'sta febbre arriverà e che passerà. E te ne fai una ragione. Ma c'è quella febbre improvvisa, non legata a nessuna delle precedenti ragioni, che colpisce la tua piccola creatura e che annienta ogni tua sicurezza. La mente si annebbia e non riesci a trovare alcun tipo di spiegazione. Un colpo d'aria, un contagio, un raffreddore...? Perché mai?

domenica 16 ottobre 2016

L'occhio di Angelcare e i sensori sul materasso

18:33 0 Comments
E' stato uno dei regali più attesi... almeno per un papà come me che ama la tecnologia. E anche in questa occasione è stata quell'anima pia di mio fratello a farcene dono. Oggi vi parlo del sistema Angelcare Video. Un piccolo "impianto" dotato di sensori audio e video che avrebbe dovuto permetterci di lasciare riposare la bimba tranquillamente in camera da letto e spostarci da un'altra parte della casa (il condizionale sarà presto spiegato). E comunque un aggeggio utile anche durante la notte. Andiamo ad una breve e tecnica descrizione presa dal sito Foppapedretti: Angelcare un interfono che rileva suoni e movimenti, anche respiratori, del neonato ed è dotata di telecamera per guardare, e non solo ascoltare, il bebè. Un allarme sonoro avverte in caso di assenza di qualsiasi movimento, compresi quelli respiratori, per più di 20 secondi. Il ricevitore portatile ricaricabile (unità genitori) ha uno schermo piatto LCD a colori con Touch Screen, visualizzazione della temperatura dell’ambiente dove posizionata l’unità bambino, ingrandimento e riduzione delle immagini visualizzate. Il trasmettitore (unità bimbo) ha una telecamera a raggi infrarossi per visione diurna e notturna, trasmissione digitale a 2.4 Ghz (elimina le interferenze tra le due unità), sensore per rilevare la temperatura della stanza, sistema automatico di selezione con più di 60 canali per ridurre al minimo le interferenze, utilizzabile con trepiede (non incluso) e luce notturna. 

venerdì 7 ottobre 2016

Il doudou e le avventure notturne con Peppa Pig

13:37 5 Comments
Si scrive doudou ma si legge Dudu. E' stato uno dei primi oggetti che abbiamo acquistato con Alessandra durante il periodo della dolce attesa. Di cosa si tratta? E' una sorta di peluche "primordiale". C'è la testa e poi una copertina che fa da corpo. Insomma, ci vuole un po' di fantasia a capire la forma. Questo peluche viene tenuto dalla futura mamma durante la gravidanza per impregnarlo con il suo odore. Sì perché il doudou dovrà essere poi posizionato nella culla accanto al bebè e dovrebbe avere l'effetto di calmare il neonato. E' un'usanza francese (molto remunerativa per le case di produzione) che è stata importata velocemente anche in Italia: rappresenta il legame con la famiglia e la propria casa.
Insomma una cosa anche bella che però non esclude un certo stupore nei papà. Come in me, ad esempio, che un giorno ho visto Alessandra con questo peluche tra le braccia. Una cosa abbastanza curiosa. Capivo che ci sarebbero stati sbalzi di umore e tempeste ormonali ma una regressione al peluche la escludevo. Ovviamente dopo tanta dedizione e dopo i primi mesi di affabile attaccamento, nostra figlia crescendo non ha più calcolato 'sto pupazzo. In compenso per farle sentire meglio l'odore di mamma ha deciso di dormire con noi, nel lettone. Ma non solo lei. Anche Doudou e altri 223 peluche. Tendenzialmente Rosa Maria preferisce dormire spalmata sulle mie spalle. Questo comporta un mio progressivo spostamento verso il bordo. Vista la mia stazza, ritengo anche di avere sfidato un paio di leggi della fisica. Quasi 3/4 del mio corpo sporgono al di là del materasso. Alle volte mi sostengo con una gamba poggiata sul pavimento, altre volte prego. 

giovedì 15 settembre 2016

Primo giorno di asilo, l'inserimento e le virtù dei papà

12:38 0 Comments
Ho fatto passare 24 ore prima di scrivere e descrivere il primo giorno di asilo di Rosa Maria. Un evento in parte traumatico. Specie per chi, come me, si ritrova all'improvviso a dover fare i conti con una bimba chiassosa e allegra fuori da casa. Un vuoto incredibile. Ma Rosa Maria è contenta. E questo aiuta :-) Grazie ad Alessandra, la sera prima è stato preparato con cura tutto l'occorrente nello zainetto. Io sarei scoppiato in lacrime ad ogni oggetto: dalla borraccina alla merenda... non so perché ma qualsiasi cosa che è legata a Rosa Maria mi commuove. Sarà l'età...
Siamo scesi da casa presto. Abbiamo fatto colazione al bar e poi via di corsa verso la scuola. La nostra piccolina ha un'indole straordinaria. So che ancora è molto piccola. Ma fino ad oggi dà l'impressione di amare le avventure, si incuriosisce parecchio per luoghi e realtà nuove. Difficilmente indietreggia in mezzo alle nostre gambe di fronte a situazioni inedite. E così è bastato metterle il manico dello zainetto tra le mani per vedere quella nanerottola correre verso i cancelli. Con il primo giorno d'asilo comincia anche la fase dell'inserimento, una sorta di affiancamento. In pratica, si sta insieme ai bimbi durante la mattina lasciando loro libertà di azione, sia nell'area gioco che all'interno della classe. I genitori si sistemano ai margini osservando interazioni e reazioni. Si studia a fondo anche la maestra. Noi, sotto questo punto di vista, siamo stati molto fortunati. Poi si passa ad osservare l'ambiente circostante. C'è chi tra i bimbi non vuole lasciare la mamma o il papà e si tiene loro stretto, chi come Rosa Maria preferisce all'inizio conoscere i "bimbi" tenendoci per mano e chi invece corre urlando da una punta all'altra. A poco a poco, tutti i bimbi acquisiscono una piccola autonomia di movimento tra loro e con i giochi. Ma non mancano i colpi di scena. La nostra piccola Rosa Maria ama sperimentare. Ed è così che invece di entrare nel castello di plastica dalla porta, ha fatto il suo ingresso dalla finestra. Un capitombolo che le ha fatto diventare il nasino arrossato. Un esordio niente male. A soccorrerla la mamma. Poi è toccato a me. Ho il compito di placare il suo pianto sussurrandole raccontini alle orecchie o canticchiando alcune canzoncine. Una in particolare, ma ve ne parlerò in seguito. Andiamo, invece, adesso alle peculiarità dell'inserimento e alle capacità che deve sviluppare un papà:

Autocontrollo (non siete Flash)

La pratica dell'affiancamento è un esercizio di virtù. Mettetevelo in testa: serve una buona dose di autocontrollo. Ad un certo punto ti ritrovi smarrito in mezzo ai mille pericoli che possono circondare i bambini e non sai da che parte muoverti prima. Vorresti essere Flash Gordon per soccorrere ogni bimbo che inciampa o che rischia di inciampare. Niente paura: tutto sembra reggersi su un equilibrio invisibile. Potete mettere da parte qualsiasi velleità di "salvatore del mondo" o qualsiasi possibilità di riscoprirvi profeta o chiaroveggente. Il pericolo è sempre un passo più in qua rispetto a quello che avevate immaginato. E non ci potete far nulla. Non fate parte della risicata schiera dei supereroi. Siete papà della migliore specie.



Bontà d'animo

Vi accorgerete che ci sono bambini più irruenti di altri. Non lo fanno per cattiveria (anche se alcuni hanno faccine che sono tutto un programma), ma sembra che abbiano preso di mira esclusivamente la vostra piccola creatura. Impediscono di usare lo scivolo, occupano tutti i tricicli disponibili, si impossessano di colori e costruzioni. E il bello è che vi sembrerà di tornare indietro con gli anni e rivedere il vostro compagno di classe più antipatico, quello che vi ha fatto passare i guai. Siate misericordiosi. E ricordate che vostro figlio saprà sempre reagire nel modo migliore. E se non lo farà per virtù, lo farà per sfinimento. La lotta alla sopravvivenza anche nel gioco è qualcosa di veramente esemplare. Ho bambini fare cose che neanche avrei immaginato. Fingere di essere affascinato da un giocattolo per farselo togliere di mano e raggiungere il suo obiettivo: lo scivolo, fino a quel momento occupato dallo stesso bimbo che poi ha preso possesso del giocattolo. Simulazione...


Siete sempre liberi

Non commettete nessun reato se di tanto in tanto fate fare un giorno di vacanza alla vostra creaturina e ve la spassate insieme a giochicchiare a casa. Non c'è alcun obbligo di frequenza e c'è sempre tempo per i banchi e le aule. Con Alessandra abbiamo deciso che quando potremo staremo insieme a lei. E comunque ogni giorno le chiederemo se è contenta di andare dai "bimbi". Sarà una scelta condivisa con le sue emozioni. So che ci saranno cose necessarie che dovremo fare anche senza il suo diretto consenso (penso ai vaccini, sigh). Ma su questo aspetto, l'asilo, cerchiamo di crescere insieme. Anche perché ne abbiamo bisogno... almeno noi genitori. Anche oggi è stata una giornata impegnativa. Ma andiamo avanti. L'importante è mantenere il sorriso.